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Roma, 24 febbraio 2021 – “È sempre più urgente – sostiene il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi – concentrarsi sul miglioramento infrastrutturale, necessario ad un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al centro. Per questo, abbiamo redatto il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese che, al netto dei nuovi invasi, risulta composto da 835 progetti definitivi ed esecutivi, capaci di garantire oltre 15.000 posti di lavoro; chiediamo che venga assunto nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza. Siamo ancora certi di poter rispettare il cronoprogramma europeo, che prevede la conclusione delle opere entro il 2026, ma è evidente che ogni giorno, che passa, aumenta il rischio di inadempienza, legato al sempre presente rischio di rallentamenti procedurali. Bisogna fare presto e bene!” conclude Vincenzi.  “E’ inoltre necessario – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – reinserire nel P.N.R.R.  il miliardo per le forestazioni pedecollinari ed i 500 milioni per la digitalizzazione delle reti idriche, ora cancellati. Questi interventi migliorerebbero la condizione soprattutto di territori difficili, invertendo la  tendenza al loro abbandono, riducendo il divario fra aree del Paese, grazie all’insediamento di nuove attività produttive. Citando il Premier, Draghi – conclude Gargano – mettiamo a disposizione un piano di aiuti non di sussidi.”