Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Share on WhatsappEmail this to someone

Nell’ambito della tre-giorni ferrarese dedicata all’approfondimento ambientale è stato ricco il confronto tra addetti ai lavori su criticità, monitoraggi e soluzioni a beneficio del territorio

img-1053

FERRARA, 21 Settembre 2018 Nel cuore dell’estate ogni anno ISPRA ci consegna il periodico aggiornamento sullo stato del suolo del nostro paese evidenziando, anno dopo anno, l’incidenza progressiva del dissesto idrogeologico nel delicato equilibrio ambientale italiano. E se da una parte aumenta la preoccupazione per l’impennata dell’asticella del valore complessivo del fenomeno che incrementa proporzionalmente il rischio e l’insicurezza, dall’altra si cercano soluzioni di prevenzione adeguate che possano mettere a profitto una mole di dati sempre maggiore in grado di contribuire ad individuare le soluzioni più idonee alle problematiche più stringenti. Purtroppo il reperimento e soprattutto l’ottenimento delle risorse utili alla realizzazione di quanto necessario – in base alle disponibilità pubbliche – resta sempre un’incognita abbastanza consolidata anche se la programmazione e la pianificazione condivisa tra enti e partners diventa un obiettivo primario che l’edizione 2018 di “ESONDA: Mitigazione dei Rischi Naturali e Adattamento ai Cambiamenti Climatici” svoltasi alle Fiere di Ferrara dal 19 al 21 Settembre ha pienamente confermato. ANBI ha partecipato all’appuntamento relazionando in maniera dettagliata sul quotidiano impegno profuso dall’intera ed articolata rete operativa dei Consorzi di Bonifica associati e nei primi due giorni dell’evento ferrarese è intervenuta in due sessioni di approfondimento con una nutrita delegazione tecnica composta da Adriano Battilani, Antonio Sangiorgi e Tonino Liserra. Nella prima giornata l’incontro di apertura della manifestazione ha fatto registrare il sold out di partecipanti e con oltre cento presenze qualificate gli addetti ai lavori di istituzioni, amministrazioni, Protezione Civile, enti di ricerca e vari e molteplici portatori di interesse hanno a lungo dibattuto sulle diverse tematiche che caratterizzano, influenzano e condizionano le rispettive attività di lotta al dissesto a seconda delle differenti competenze. In apertura l’Assessore all’Ambiente della Regione Emilia Romagna Paola Gazzolo ha ribadito “ quanto sia rilevante e incidente l’impegno delle amministrazioni nell’individuare e veicolare le risorse finanziare per la mitigazione del dissesto e quanto sia oggi tutto molto più rapido rispetto al più recente passato; il cambiamento climatico repentino in dieci anni infatti obbliga tutti i soggetti a decisioni più veloci e la Regione sta cercando di potenziare il numero degli interventi, di incrementare le risorse e i progetti (per un valore di circa 1mld di euro in 10 anni per la generale mitigazione del territorio governato).  L’intervento dell’Assessore Gazzolo ha visto poi una declinazione mirata sulle diverse azioni messe in campo dalla Regione Emilia Romagna da parte di due esperte responsabili di settore dell’Assessorato ovvero Monica Guida e Patrizia Bianconi (Servizio Difesa Suolo, della Costa e Bonifica).

Adriano Battilani – in rappresentanza di ANBI – ha disegnato un quadro della realtà operativa e del contributo dei Consorzi che incrementano il livello e la qualità di conoscenza del territorio. Un territorio in cui è fondamentale passare in tempi adeguati dalla fase prettamente di analisi dei dati, assai rilevante per poter agire in modo coordinato , a quella più concreta in grado di rispondere alle mutevoli esigenze del comprensorio. E’ assodato infatti che i territori non sono omogenei sia sul piano idrogeologico che sotto il profilo antropico e quindi richiedono attenzioni differenti che e misure mirate che siano di sostegno e impulso alle comunità, all’agricoltura alla base del nostro Made in Italy e alla sostenibilità dell’ambiente in cui viviamo. Il rischio alluvionale, il ritorno temporale e le attività in grado di ridurre i tempi di addattamento sono dunque elementi fondamentali per identificare il livello delle criticità ; in seconda istanza, ma non certo per importanza, emerge il bisogno impellente di avere o disegnare un vision complessiva omogenea, somma delle capillari diversità, che possa avere radici salde proprio nei cosiddetti big data, ovvero i patrimoni di conoscenza più avanzata e aggiornata dei dati forniti dalle rilevazioni della tecnologia più innovativa. Anche la fase essenziale della re-infrastrutturazione si pone al centro del dibattito per dare risposte ad una domanda di servizio che aumenta progressivamente. La rete di bonifica, gli impianti le canalizzazioni risalgono per lo più a quasi un secolo fa e sono pesantemente sotto continuo stress. Oggi il cambiamento climatico impatta anche sulla qualità delle acque e quindi si crea un’ulteriore esigenza oltre alla gestione del rischio e cioè quella di consegnare una risorsa idrica che risponda ai requisiti dei disciplinari produttivi fortunatamente sempre più stringenti ma che richiedono investimenti e migliorie. Anbi in Italia e in Emilia Romagna, ha ideato e già proposto un programma dettagliato di interventi utili che potrebbero incrementare notevolmente la sicurezza mitigando il rischio di dissesto idrogeologico. “Abbiamo soluzioni per i problemi – ha concluso Adriano Battilanie servono finanziamenti strategici prima che si ripresenti l’ennesima emergenza a cui rimediare con costi decisamente superiori e con gravi rischi per le persone e le produzioni”.

Antonio Sangiorgi – in rappresentanza di ANBI – nella seconda giornata di Remtech Esonda, in apertura della prima sessione dei lavori sul tema “Nuove strategie di uso plurimo degli invasi e riqualificazione e costruzione di nuovi”, è intervenuto per illustrare il “PIANO NAZIONALE INVASI”. Partendo da una analisi del cambiamento climatico in atto, dove le piogge negli ultimi 65 anni sono in contrazione del 10 percento e le temperature estreme con tanto di periodi siccitosi sono in aumento. Più precisamente per richiamare l’attenzione di tutti i numerosi presenti sul fatto che negli ultimi 45 anni si sono verificati 14 casi di siccità grave, di cui 9 negli ultimi 15 anni. Mentre il fabbisogno di acqua irrigua è in aumento. Per cui ANBI, ha presentato un piano nazionale per la costruzione di 2000 invasi per conservare l’acqua quando c’è e metterla a disposizione durante il periodo estivo quando scarseggia. Tale proposta è stata accolta nella finanziaria 2018 dove è stato istituito uno specifico finanziamento pluriennale (2018 – 2022) di 250 milioni di euro per la realizzazione di interventi necessari alla mitigazione dei danni connessi al fenomeno della siccità nonché per promuovere il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche. Come ANBI abbiamo contribuito fattivamente – ha concluso Antonio Sangiorgi – alla stesura del provvedimento, ed appena saranno note le graduatorie dei progetti vincenti perché cantierabili, per il tramite dei nostri Consorzi di bonifica, lavoreremo senza sosta per realizzare sul nostro territorio quelle opere di cui abbisogna e che una moderna agricoltura irrigua non può  fare a meno.