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Alla riunione odierna della cabina di regia a Parma presso l’Autorità di bacino del Po, l’ing. Salvatore Vera, direttore generale del Consorzio di bonifica Parmigiana Moglia-Secchia (Reggio E.), in rappresentanza dei Consorzi di bonifica della regione, ha chiesto che il piano per l’emergenza idrica predisposto per affrontare la eccezionale magra del Po venga protratto oltre la data fissata del 3 agosto e prolungato almeno fino al 15 agosto “per sostenere le necessità dell’agricoltura emiliana, in particolare della frutticoltura, del riso, delle bietole, delle altre colture industriali che in agosto necessitano di apporti idrici elevati”. Grazie alle iniziative decise col piano di emergenza (rilasci di acqua dagli invasi alpini e limitazione dei prelievi irrigui sui grandi laghi) si è potuta bloccare la discesa del livello del fiume che, anche grazie alle precipitazioni avvenute dopo il 24 luglio, è tornato circa 1 metro al di sopra del valore minimo raggiunto, consentendo in tal modo non solo il proseguimento del funzionamento degli impianti delle grandi derivazioni da Po dell’Emilia e del Veneto, ma anche il ripristino del funzionamento dell’impianto Pilastresi, vitale per la provincia di Ferrara, oltre che della centrale termoelettrica di Ostiglia (Mn).
“In sostanza si può dire – commenta l’Ing. Vera – che l’operazione di gestione coordinata delle risorse idriche a livello di bacino non solo ha sostanzialmente raggiunto gli obiettivi prefissati, ma ha altresì costituito un singolare esempio di coordinamento e collaborazione, da sviluppare in futuro, anche in via preventiva. Va anche sottolineata la collaborazione dei Consorzi di bonifica lombardi e piemontesi, che hanno assolto il non facile compito di autolimitare le proprie derivazioni in un periodo di crisi delle rispettive agricolture”.
L’ing. Vera ricorda infine a tutte le parti coinvolte che l’attuale crisi del Po non è stata determinata tanto da una crisi della portata del fiume (che è stata comunque superiore ai valori minimi storici), quanto dall’abbassamento dell’alveo, “fenomeno ben noto da decenni, rispetto al quale non è stata ancora assunta alcuna iniziativa risolutiva di sistemazione idraulica, che a questo punto appare non più rinviabile”.
Buone notizie arrivano anche dal Canale Emiliano Romagnolo. Al Palantone, l’impianto da cui il Cer deriva l’acqua che porterà nella pianura bolognese e romagnola fino a Rimini, il fiume è risalito di 90 centimetri sui minimi della settimana scorsa (da 2,90 mt a 3,80). “Una quota che ci consente – afferma il presidente del Cer, Enrico Santini – di operare in relativa tranquillità e di garantire acqua al nostro sistema. Non siamo ancora del tutto fuori dal tunnel, però la fase più critica dell’emergenza sembra alle spalle e il sistema Cer ha dimostrato una buona tenuta. Pensando anche alle necessità irrigue della Romagna, dovremmo riuscire a garantire acqua fino a tutto agosto, con la complicità delle piogge che in agosto in genere non mancano mai”.