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Le piante sono i regolatori primari del ciclo dell’acqua, responsabili per il 60% del percorso della risorsa idrica dalla terra all’atmosfera. “Le piante sono come la paglia dell’atmosfera poiché regolano il meccanismo tramite cui avviene  il passaggio dell’acqua dal terreno all’atmosfera”, dice il geografo e climatologo Justin Mankin del Dartmouth College università statunitense  del New Hampshire e autore principale dello studio che vi proponiamo questa settimana.

Il messaggio chiave dello studio pubblicato dal National Geographic è il seguente: l’effetto combinato tra l’aumento di CO2 e l’aumento delle temperature spingerà infatti la vegetazione ad un maggior consumo idrico. Ciò comporterà un depauperamento dei corsi d’acqua di torrenti e fiumi a medie latitudini, tra cui il Nord America, l’Europa e l’Asia centrale.

Le rilevazioni attuali mostrano che quest’anno i livelli di CO2 si sono attestati a 412 ppm, il 47 % in più rispetto ai livelli preindustriali.  “In queste condizioni”, dice Mankin, “i modelli climatici evidenziano che le siccità si verificano molto più frequentemente, durano più a lungo e diventano più gravi alle medie latitudini, anche quando le precipitazioni sono di carattere normale”.

 

 

 

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#Repost #8luglio ASSEMBLEA ANBI 2020.

Presentato il nuovo Piano per la manutenzione straordinaria e l’infrastrutturazione di opere per la difesa idrogeologica e la raccolta delle acque

Il #Repost di questa settimana è dedicato all’Assemblea Nazionale ANBI quest’anno in via telematica nel rispetto delle normative anti Covid-19. 

20 i relatori, che si sono alternati nei due giorni di convegno (7/8 luglio 2020), davanti ad una platea virtuale, composta, oltre che dai vertici dei Consorzi di bonifica ed irrigazione italiani, anche da esponenti del Parlamento e delle forze politiche, delle organizzazioni professionali agricole, dei sindacati, del mondo accademico ed ambientalista, delle associazioni consumeristiche e, più in generale, della società civile. Alla ripresa del Paese dopo il lockdown, e una stagione estiva che si preannuncia idricamente complessa, gli importanti ospiti si sono confrontati sui temi collegati alla gestione del territorio ed in particolare, della risorsa acqua.

7 luglio – L’URGENZA DELL’ITALIA E’ TRASFORMARE L’EMERGENZA IN OPPORTUNITA’

Ad arricchire il dibattito della prima giornata, il contributo del giornalista Klaus Davi

 

FRANCESCO VINCENZI, Presidente ANBI  “DISPONIBILITA’ IDRICHE ITALIANE SONO FERME AGLI ANNI ‘70 EPPURE DALL’ACQUA DIPENDE QUASI IL 20% DEL PIL!” 

“In Italia, nel 2019, la disponibilità d’acqua è stata indispensabile per generare il 17,3% del Prodotto Interno Lordo, cioè 288 miliardi di euro. Il nostro è un Paese ricco d’acqua, perché annualmente cadono circa 300 miliardi di metri cubi di pioggia, di cui però ne riusciamo a trattenere al suolo solo 45. Quasi 50 anni fa, nel 1971, la Conferenza Nazionale sulle Acque indicò in almeno 17 miliardi di metri cubi, la capacità d’invaso necessaria a rispondere alle esigenze di crescita del Paese nel 1980. Quarant’anni dopo la potenzialità di raccolta delle 534 dighe italiane è ferma a 11,9 miliardi. Risulta evidente l’importanza, soprattutto nella prospettiva di un rilancio dell’Italia collegato al New Green Deal, di aumentare sensibilmente la capacità d’invaso per sopperire alle accresciute esigenze idriche.” “Il settore, che utilizza maggiori risorse idriche, è l’agricoltura, con circa 20 miliardi di metri cubi all’anno, soprattutto nel Nord Italia, per irrigare complessivamente 3.300.000 ettari. Sta, però, crescendo in molte aree del Paese – prosegue il Presidente di ANBI – la richiesta d’irrigazione per migliorare la competitività sui mercati; inoltre, numerose produzioni agricole, a causa del ripetersi di stagioni siccitose accompagnate da alte temperature, necessitano ora di risorse idriche durante l’intero arco dell’anno. Infine, va considerato che una costante disponibilità d’acqua ridurrebbe lo spopolamento delle aree collinari e montane. Risulta quindi fondamentale rendere disponibile più risorsa idrica – conclude Vincenzi – attraverso la realizzazione anche di piccoli invasi e l’incremento della superficie servita da impianti irrigui. 

GIUSEPPE BLASI (Capo Dipartimento MiPAAF) “C’È BISOGNO DI UN’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA EFFICIENTE PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI NEI TEMPI PREVISTI”

“Per trasformare un problema in opportunità, abbiamo bisogno di fare scelte coerenti. Le modalità lavorative, che abbiamo sperimentato in questi mesi, non sono state tra le più performanti per raggiungere gli obiettivi: la dimostrazione è l’ufficio per le strutture irrigue del Ministero che, con la sola modalità da remoto, non avrebbe potuto completare, in 3 mesi , le procedure richieste dal programma di investimenti della  Commissione Europea”: così Giuseppe Blasi , Capo Dipartimento Mi.P.A.A.F., afferma, intervenendo alla prima giornata dell’Assemblea Nazionale ANBI. “A partire dal 2015, abbiamo cambiato le modalità di erogazione dei finanziamenti, attuando un sistema competitivo per i progetti esecutivi, individuando in questo modo solo i soggetti, che possedevano i requisiti necessari per ottenere gli investimenti. Il risultato è stato eccezionale  – afferma il Capo Dipartimento Mi.P.A.A.F. – Tutti i soggetti, che hanno ottenuto i finanziamenti, hanno appaltato i lavori. Così facendo, però, si sono accentuate le diversità fra le competenze espresse dai diversi territori; è altresì necessario che tutti i territori siano in grado di rispondere alle nostre richieste e per questo ci siamo inseriti all’interno del processo di affidamento dei finanziamenti prima in mano alle Regioni. Il ruolo fondamentale, che i Consorzi di bonifica esprimono – conclude Blasi – è quello di rappresentare importanti progettualità per il territorio in gestione, contribuendo alla ripresa del PIL del Paese.”
ROBERTO MORASSUT (Sottosegretario all’Ambiente) “I CONSORZI DI BONIFICA SONO ESEMPIO IN UN’ITALIA, CHE DEVE RILANCIARE LE PROPRIE COMPETENZE TECNICHE”

“Le caratteristiche fisiche dell’Italia rappresentano grandi opportunità, specie in termini di biodiversità, ma anche elementi di fragilità idrogeologica del territorio”: ad evidenziarlo è Roberto Morassut, Sottosegretario all’Ambiente. “In tale contesto si inserisce l’attività dei Consorzi di bonifica, tratto italiano di un Paese speciale – sottolinea Morassut – Importanti, perché esprimono una notevole capacità tecnica nella realizzazione di opere pubbliche.” Se il Decreto Semplificazioni darà una mano a rendere più spediti i procedimenti legati alle gare di appalto, per Morassut tuttavia “c’è un punto limite: occorre innanzitutto far bene le cose e per questo c’è bisogno di rilanciare le capacità tecniche in un Paese, dove i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono peraltro comunque un concentrato di competenze.” Sul tema del dissesto idrogeologico, Morassut ricorda, infine, come resta fondamentale l’analisi delle emergenze da parte delle Autorità di Distretto Idrografico, ma che l’attuazione dei Piani resta ad altri livelli istituzionali. Su questo, Morassut rimarca come ancora oggi manchi il coordinamento tra enti, che va invece ricercato  anche grazie al Decreto Semplificazione. “Il tema della difesa suolo – conclude il Sottosegretario all’Ambiente – è fondamentale per le prospettive economiche ed occupazionali anche nell’ottica del Green New Deal”.
SALVATORE MARGIOTTA (Sottosegretario MIT) “DAL MINISTERO SEI MILIARDI PER INTERVENTI NEL PIANO INVASI”

“L’Italia ha bisogno di un colpo di reni, in quanto l’obiettivo non è tornare alla normalità, ma bisogna tornare al di sopra della soglia, dalla quale siamo caduti a causa del Covid-19, perché quella soglia non era soddisfacente. Dobbiamo fare grandi sforzi, tenendo conto delle opportunità, che oggi ci sono. I provvedimenti approvati ieri, il Decreto Semplificazioni da un lato e dall’altro l’allegato dedicato all’elenco delle opere prioritarie da commissariare, sono i primi due passi, che nei prossimi mesi permetteranno di dare, all’Italia, l’impulso necessario.” Ad affermarlo è Salvatore Margiotta, Sottosegretario al Ministero Infrastutture e Trasporti. “Il Governo e il MIT – prosegue Margiotta – stanno lavorando bene e le infrastrutture idriche entreranno a far parte delle grandi cose necessarie per dare un nuovo impulso all’Italia. L’obiettivo, non solo italiano ma mondiale, è quello di fronteggiare le carenze e lo stress idrico; la risposta non può che essere la gestione integrata, sostenibile ed efficiente della risorsa acqua. Il ruolo dei Consorzi di bonifica è stato negli ultimi anni virtuoso, anche al Sud. Il MIT sta lavorando sul Piano Invasi, con 6 miliardi di euro da programmare ed investire nelle opere idrauliche, che risultano prioritarie.”
IANPAOLO VALLARDI (Presidente Commissione Agricoltura Senato) “PAROLE NE SONO STATE DETTE TANTE ORA C’E’ BISOGNO DEL CORAGGIO DEI FATTI”

La Commissione Agricoltura ha lavorato molto bene, realizzando una fotografia dell’attuale situazione del Paese, mostrando il ruolo fondamentale svolto dai Consorzi di bonifica ed irrigazione nella gestione del territorio, lavorando in maniera propositiva per la risoluzione delle criticità;  dall’analisi fatta è emerso però  che, anche in questo settore, l’Italia viaggia a due velocità diverse tra Nord e Sud“: la dichiarazione è di Gianpaolo Vallardi, Presidente della  Commissione Agricoltura del  Senato. “L’urgenza è di trasformare questa emergenza in un’opportunità e per fare ciò ci vuole coraggio – continua il Presidente della ComAgri Senato- Fondamentale in questo momento sono gli investimenti, di cui abbiamo tanto sentito parlare e che speriamo si concretizzino con il Decreto Rilancio.” “Il settore della bonifica è fondamentale per il Paese – conclude Vallardi – In questo momento è in grado di creare nuovi posti di lavoro al servizio delle necessità per il territorio grazie alla grande quantità di progetti approvati e pronti per essere realizzati. Per ripartire è necessario, però, migliorare l’aspetto politico- amministrativo, strumento imprescindibile per la gestione delle risorse destinate alla bonifica.”SOTTOSEGRETARIO, GIUSEPPE L’ABBATE “E’ IMPENSABILE UN’AGRICOLTURA SENZ’ACQUA: NEL FUTURO DEVONO ESSERCI NUOVI INVASI E RIUTILIZZO ACQUE REFLUE”

“Il binomio innovazione e sostenibilità ambientale saranno fondamentali nel nostro futuro immediato per il  rilancio degli investimenti e per la gestione del territorio all’insegna di risparmio idrico, lotta al dissesto idrogeologico ed  integrazione dei fondi di finanziamento tra diverse amministrazioni”: il Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con delega all’innovazione, Giuseppe L’Abbate, rimarca il sostegno e la volontà politica governativa nel sostenere il settore, a partire dalle misure del recente Decreto Rilancio. Oltre a questo panorama generale, il Sottosegretario evidenzia l’importanza della cantierabilità immediata e l’incidenza del valore irrinunciabile dell’innovazione per promuovere quanto di buono facciamo nel “made in Italy”. “E’ impensabile un’agricoltura senza la risorsa acqua – afferma L’Abbate – Tutti gli imprenditori agricoli dovrebbero averla. I cambiamenti climatici modificano le quantità disponibili; quindi è basilare accumularla, impegnando risorse finanziarie utili per risolvere le criticità di molte aree del territorio italiano, in particolare l’approvvigionamento in certi periodi dell’anno. Oltre a questo – conclude il Sottosegretario – è fondamentale il riuso dei reflui depurati in agricoltura, grazie a sistemi avanzati: un’occasione che non si può  perdere.”
GIOVANNI DAGHETTA (Consiglio Nazionale CIA) “BENE PROPOSTA ANBI PER INFRASTRUTTURARSI ED INCREMENTARE DISPONIBILITA’ IDRICHE”

 “Le nostre grandi produzioni non possono essere messe in discussione e per farlo abbiamo necessità di risorsa idrica quando occorre. ANBI  ha oggi frequentato e messo in condizione il Paese di affrontare le necessità generate dai mutamenti climatici, affermando il valore della risorsa acqua. La progettualità esecutiva ed utile dei Consorzi sarà decisiva per l’approvvigionamento idrico in questo periodo di grandi difficoltà economiche del Paese. Sarà quindi fondamentale dare il via in fretta ai cantieri proposti da ANBI per immagazzinarla. Oltre a questo, la messa in sicurezza delle aree più fragili e di quelle produttive rappresenta un punto fermo, puntando sulle infrastrutture e sulla velocizzazione delle pratiche per realizzarle.” E’ quanto dichiara Giovanni Daghetta, componente del Consiglio Nazionale della Cia.

Tutti i contributi e le dichiarazioni nella diretta streaming (7 luglio) sul Canale Youtube di ANBI nazionale 

8 luglio – PER I NUOVI PROBLEMI NUOVE SFIDE E NUOVE RISPOSTE 

A moderare gli intenti il direttore di ANBI Massimo Gargano

Suddiviso in 4 sezioni, raggruppa 3.869 progetti, perlopiù definitivi ed esecutivi, il Piano Nazionale per la Manutenzione Straordinaria e l’Infrastrutturazione di Opere per la Difesa Idrogeologica e la Raccolta delle Acque, redatto dall’ANBI e presentato dal suo Presidente, Francesco Vincenzi, in occasione della seconda giornata dell’Assemblea dell’ Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue. L’ammontare complessivo dell’investimento previsto dal Piano ammonta a quasi 10.946 milioni di euro, in grado di garantire circa 54.700 posti di lavoro. La gran parte del Piano è dedicato alle Opere di Manutenzione Straordinaria per la Difesa Idrogeologica: sono 3.658 per un investimento di oltre 8.400 milioni di euro ed un’occupazione stimata in circa 42.000 unità. Il maggior numero di progetti (2015) interessa il Nord (Piemonte Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna), seguito dal Centro (1.224) e dal Sud (419). Il Sud Italia (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) è però primo nella poco invidiabile classifica dei bacini da completare: sono 42, capaci di contenere  103.862.280 metri cubi d’acqua; per ultimarli servono oltre 565 milioni di euro con un’occupazione stimata in 2.826 unità. In tutto, le opere incomplete  sono 66 (19 in Centro Italia e 5 al Nord), abbisognano di un investimento complessivo pari a circa 800 milioni di euro, con cui si garantiranno 4.000 posti di lavoro. Il Meridione è, purtroppo, primo anche nel numero degli invasi bisognosi di manutenzione straordinaria a causa del progressivo interrimento: sono 45, la cui capacità complessiva (604.470.000 metri cubi) è ridotta dell’11,3% a causa di sedime, pari a 68.636.550 metri cubi; il costo per la rimozione del materiale è quantificato in 274,5 milioni di euro, capaci di garantire 1.372 posti di lavoro. In Italia sono complessivamente 90 i bacini (36 al Centro e 9 al Nord) condizionati dall’interrimento, che  riduce del 10,7% la loro capacità; per ripulirli serviranno quasi 290 milioni di euro, che garantirebbero però 1.448 posti di lavoro. Infine, nella sezione interessante i bacini di raccolta delle acque, il maggior numero di progetti (30) interessa il Nord Italia (capacità prevista: 100.345.000 metri cubi; investimento: ca.633 milioni di euro; 3.166 i posti di lavoro stimati); al Centro i progetti sono 17, mentre al Sud ne sono previsti 8Per realizzare questi 55 interventi servono circa 1.455 milioni di euro, da cui dipenderebbero 7.276 posti di lavoro. “L’analisi dei dati – commenta il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi  –conferma l’immagine di un’Italia a più velocità e con il Meridione, che vede risalire gli investimenti  idrici più importanti al tempo della Cassa per il Mezzogiorno. Per questo, consci dei rischi derivanti dalla mancata infrastrutturazione del territorio al tempo dei cambiamenti climatici, chiediamo un vero  Green New Deal per il nostro Paese, più  determinazione nelle attività di contrasto all’estremizzazione degli eventi meteo, procedure esecutive più rapide ma non meno controllate, maggiori  risorse destinate ad incrementare la capacità di resilienza dei territori e delle loro comunità.”

TERESA BELLANOVA Ministra Politiche Agricole Alimentari e Forestali “VELOCIZZARE ITER REALIZZAZIONE OPERE DETERMINANTI PER QUALITA’ TERRITORIO E COMPETITIVITA’ FILIERA ALIMENTARE E’ CONDIZIONE INELUDIBILE” “La gestione sostenibile della risorsa idrica e l’adattamento del settore agricolo agli effetti dei cambiamenti climatici costituiscono  un tema sempre più rilevante della nostra azione politica per quel futuro verde, che tutti siamo impegnati a realizzare. Per rispondere alle esigenze del settore agricolo è dunque necessario agire su più fronti, attraverso un quadro organico e coordinato di interventi strutturali, gestionali e normativi, che intervengano ai diversi livelli di uso dell’acqua, dall’approvvigionamento all’utilizzo in campo, per attuare azioni mirate ed integrate di uso efficiente della risorsa. Un quadro programmatorio e attuativo, che non può interrompersi, pena il riverberarsi negativamente sulle condizioni strutturali del settore. Ed infatti da gennaio ad oggi, nonostante il periodo emergenziale, gli uffici del Mipaaf non si sono mai fermati, con gli investimenti previsti dal Programma di sviluppo rurale nazionale e dal Piano Operativo Agricoltura, che proseguono in maniera spedita.” Così la Ministra, Teresa Bellanova, intervenendo stamane al webinar promosso da ANBI sul tema “Per i nuovi problemi, nuove sfide e nuove risorse”, dettagliando l’intero raggio programmatorio e attuativo, che vede impegnato il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. “So bene – proseguie la Ministra, Bellanova – come, a causa delle particolari condizioni climatiche, la nostra produzione agricola sia strettamente condizionata dalla possibilità di accedere alla risorsa idrica. Basti pensare che, negli ultimi 20 anni, la siccità ha provocato danni al settore per oltre 15 miliardi di euro, con il 50% concentrato in sole 4 regioni: Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Sardegna. Ecco perché, come Ministero, siamo impegnati con un programma importante, rilevante, ampio  e perché, nella più complessiva Strategia per il sistema agroalimentare consegnata al Presidente Conte e compresa nel Masterplan Progettiamo il rilancio, Piano Acque, risparmio idrico, tutela territoriale, manutenzione e realizzazione delle infrastrutture irrigue sono tutt’uno con il contrasto a dissesto idrogeologico e tutela del suolo. Un driver fondamentale, dove il ruolo dei Consorzi di bonifica è centrale. Come avete affermato ieri nel corso dell’Assemblea  e ribadito oggi nell’analisi delle criticità delle infrastrutture esistenti – conclude la Ministra – sbloccare cantieri, ridurre i tempi di progettazione e di affidamento, velocizzare l’iter della realizzazione di opere così determinanti per la qualità del territorio e la competitività della stessa filiera alimentare, è condizione ineludibile. Ed è esattamente l’obiettivo di Governo che, anche come capo delegazione di Italia Viva, indichiamo da sempre e che siamo impegnati a perseguire.”

RAFFAELE NEVI (Commissione Agricoltura Camera) “IL RUOLO DEI CONSORZI DI BONIFICA È FONDAMENTALE PER FAR CRESCERE LA CULTURA DELLA RISORSA IDRICA” “Fondamentale per la competitività della nostra agricoltura e la gestione dei cambiamenti climatici è il ruolo dei Consorzi di bonifica in grado di creare strutture per limitare i danni prodotti dai cambiamenti climatici”. Ad affermarlo è Raffaele Nevi, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, “Penso che sia indispensabile far crescere, in Parlamento e tra le varie forze politiche, la cultura della gestione della risorsa idrica, perché c’è bisogno di maggiori investimenti infrastrutturali – continua il componente della Commissione  Agricoltura -. Credo che il vero dibattito sia quello sulle risorse finanziarie, affinché i finanziamenti, che arriveranno dall’Europa  – conclude Nevi – vengano utilizzati in maniera coerente per realizzare e migliorare le infrastrutture, di cui il Paese ha bisogno per risolvere le sue criticità.”

FILIPPO GALLINELLA, Presidente Commissione Agricoltura Camera “SEMPLIFICARE PROCEDURE PER SPENDERE LE RISORSE E REALIZZARE OPERE PUBBLICHE STRATEGICHE PER LO SVILUPPO DEL PAESE” Semplificare, sburocratizzare, snellire le procedure per spendere le risorse disponibili: anche il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella, condivide e rilancia la posizione di ANBI, affinché sia possibile investire al più presto nel potenziamento della infrastrutturazione idrica, nella gestione e sicurezza idraulica del Paese. “Il Paese è burocraticamente incartato, è un dato di fatto – afferma Gallinella – Per non parlare del Codice degli Appalti che andrebbe almeno rivisto.” Il Presidente della Commissione evidenzia anche la grande capacità progettuale, espressa a livello nazionale dall’ANBI e dai Consorzi di bonifica, sottolineando la necessità di valorizzare un Piano, che si compone di “ben 3.800 progetti per un valore complessivo di 11 miliardi di euro, capace di favorire la creazione di migliaia di posti di lavoro”. Gallinella stigmatizza i limiti culturali di un diffuso atteggiamento di ostilità nei confronti di opere pubbliche, necessarie allo sviluppo del Paese: “Servono invasi, vasche di espansione, opere per elevare gli standard di sicurezza idraulica di territori fragili, ma anche per sostenere la crescita del settore agricolo, che ha bisogno di acqua per garantire la continuità produttiva e salvaguardare i livelli di eccellenza, raggiunti dal nostro agroalimentare. Servono queste nuove e moderne infrastrutture, senza la necessità che ciò possa significare – conclude Gallinella – deturpare paesaggi, territori e contesti ambientali e naturalistici.”

PIER PAOLO BARETTA Sottosegretario MEF “LA SCELTA DELLA SOSTENIBILITÀ È FONDAMENTALE PER LA RIPARTENZA DELL’ITALIA E PER LA SUA COMPETITIVITÀ A LIVELLO INTERNAZIONALE” “La nostra ripartenza deve essere fatta con lungimiranza ed intelligenza, assumendo la strategia della sostenibilità in maniera complessiva per il nostro territorio. I punti cardine di questa progettualità devono essere la capacità di portare acqua dove non c’è, toglierla dalle zone in cui ce ne è in abbondanza, la prevenzione ed il controllo dei cambiamenti climatici. Il nostro Paese possiede tutte le caratteristiche per diventare competitivo a livello mondiale”. Così Pier Paolo Baretta, Sottosegretario al Ministero dell’ Economia e delle  Finanze apre il suo intervento nella seconda giornata dell’Assemblea Nazionale ANBI. “L’Italia ha la necessità di fare un piano di riforme, tali da renderci competitivi a livello internazionale. Anche in questo settore devono emergere gli aspetti più caratterizzanti del made in Italy – continua il sottosegretario MEF – la qualità e la bellezza, in modo tale da fornire esempi significativi nel mondo. Tutto questo deve essere testimoniato da una scelta culturale e politica di fondo. Ora dobbiamo dimostrarci pronti di fronte all’Europa, presentando progetti concreti e competitivi. Dobbiamo cogliere questa opportunità – conclude Baretta – per non ripetere gli errori del passato, mirando da un lato a snellire l’iter burocratico dei provvedimenti, ancora troppo contorto, dall’altro avere un elenco di progetti rilevanti, in modo tale da poter ragionare concretamente sulla loro realizzazione ed oggi ANBI e i Consorzi di Bonifica ci hanno fornito un esempio virtuoso di ciò con un patrimonio importante di progetti esecutivi per la sicurezza del suolo, la raccolta di acqua, per l’agricoltura del made in Italy”. 

SUSANNA CENNI Commissione Agricoltura Camera Deputati “CIBO, ACQUA E TERRA DEVONO ESSERE PUNTI CHIAVE DI UNA NUOVA CULTURA PER IL PAESE”

“Oggi ci troviamo in un momento che non ci aspettavamo, l’epidemia ha prodotto danni enormi, però abbiamo risorse, che un anno fa non avremmo mai immaginato di aver a disposizione. Dobbiamo usarle bene, non possiamo permetterci di sprecarle, nè di non essere pronti; inoltre dobbiamo aver ben presente il futuro. È giusto semplificare, ma non possiamo rinunciare ad uno staff efficiente. Da un lato dobbiamo innovare e investire sulla ricerca, dall’altro serve un modello culturale chiaro.  Cibo, acqua e terra devono essere i punti chiave e devono essere interconnessi, non si può più aspettare!  Questi mesi difficili hanno cambiato tante cose e fatto emergere le priorità: la sanità e il cibo. Il sistema ha retto, l’approvvigionamento alimentare è stato garantito; per quanto riguarda la sanità sono stati fatti  progetti per il futuro, ma servono anche progetti innovativi per l’agricoltura. Serve una visione ambiziosa e innovativa!  I Consorzi  di bonifica ed irrigazione sono degli  strumenti  fondamentali per raggiungere questi obiettivi. Servono sistemi economici e sociali territoriali forti.  Le parole chiave sono: coraggio, idee chiare e coerenza.” Queste le parole di Susanna Cenni, componente della Commissione Agricoltura alla  Camera e Responsabile Agricoltura del Partito Democratico , intervenuta all’Assemblea Nazionale ANBI.

RAFFAELE BORRIELLO Direttore Generale ISMEA “METTIAMO A DISPOSIZIONE LE NOSTRE RISORSE PER IMPRESE ED INFRASTRUTTURE NEI SETTORI AGRICOLO, AGROALIMENTARE ED IDRICO” 

“Fare infrastrutture vuol dire crescita, generare lavoro, aumentare la qualità delle produzioni e generare valore. Il tema della semplificazione non riguarda solo l’affidamento, ma il tema della prosecuzione e dell’esecuzione dei lavori. Serve un rafforzamento complessivo del sistema. ISMEA, nel periodo dell’emergenza, ha voluto dare un segnale di rapidità e immediatezza: abbiamo erogato a 15.000 imprese oltre 290 milioni di euro per le garanzie. Grazie alla modifica dell’art. 13 del Decreto Legge Liquidità, le garanzie ISMEA sono estese anche ai Consorzi di bonifica: questo permette di fronteggiare l’indebitamento, garantendo liquidità  e di sostenere i progetti irrigui. Vogliamo mettere a disposizione le nostre risorse per le imprese e le infrastrutture, che riguardano l’agricoltura, l’agroalimentare e il settore idrico.” Queste le parole di Raffaele Borriello, Direttore Generale di ISMEA, intervenuto all’Assemblea Nazionale ANBI.

MASSIMILIANO ATELLI CONSIGLIERE PRESIDENZA CORTE DEI CONTI “IMMUNITÀ PER I FUNZIONARI? NO MEGLIO LA VERIFICA PREVENTIVA SULLE PROCEDURE DI SPESA” 

“È il momento di scelte strategiche per il futuro del Paese, perché in ballo ci sono ingenti risorse economiche da spendere, ma che vanno spese bene.” Massimiliano Atelli, Consigliere di Presidenza della Corte dei Conti, intervenendo all’Assemblea di ANBI, entra nel merito di una problematica, che va esaminata e risolta in fretta, cioè la velocità, la competenza, la correttezza, formale e sostanziale, delle scelte politiche, che indirizzeranno le modalità di impiego delle risorse europee in arrivo. “C’è bisogno di scelte all’altezza del momento e perché ciò accada dobbiamo riflettere in riferimento alla cosiddetta paura della firma di qualche funzionario senza tuttavia rinunciare ad un sistema, che favorisca la migliore spesa delle risorse e che non si ottiene garantendo immunità, ma sapendo con certezza cosa è lecito e cosa no. In sostanza – spiega Atelli – meglio una verifica preventiva sulla correttezza della procedura e la Corte dei Conti può assicurarla anche in soli 30 giorni, piuttosto che il ricorso all’ immunità per il funzionario, che deve autorizzare un progetto, una spesa, un investimento.” Atelli sofferma anche sulla necessità di predisporre un sistema, che assicuri decisioni di qualità rispetto all’uso dei fondi comunitari, che verranno assegnati all’Italia per superare la crisi causata dalla pandemia. Il Consigliere della Corte dei Conti è  particolarmente chiaro, quando precisa che “se l’antidoto al cattivo impiego dei fondi pubblici sarà l’immunità e non la certezza del diritto, allora avremo scelto una scorciatoia e non di risolvere il problema alla radice.

ERASMO D’ANGELIS Segretario Generale Autorità di Distretto Appennino Centrale “IN ARRIVO IL PIANO PER RIATTIVARE OPERE IDRAULICHE BISOGNOSE DI MANUTENZIONE E CENSITE DA ANBI. I CONSORZI DI BONIFICA GIA’ SVOLGONO IL SERVIZIO GREEN DI CUI GLI ALTRI PARLANO” 

“Siamo riusciti a concretizzare un piano di medio lungo periodo, capace di raccordarsi e completare gli altri due piani esistenti: quello di contrasto al dissesto idrogeologico di Italia Sicura, nato nel 2015  ed il Piano Invasi ed Acque, decollato con la Legge di Bilancio 2018 per la realizzazione di nuovi bacini di accumulo e interconnessioni idriche, di cui a breve partirà il secondo stralcio” anticipa Erasmo D’Angelis, Segretario Generale Autorità di Distretto Appennino Centrale, intervenendo alla seconda giornata di lavori   dell’Assemblea Nazionale 2020 di ANBI.  “E’ il piano per la rimessa in efficienza di opere per la difesa del suolo, la regimazione delle acque e l’equilibrio dei corpi idrici: dotato di  un fondo per la progettazione degli interventi con 100 milioni di euro già disponibili, serve per sistemare  opere realizzate in Italia nell’ultimo secolo e  su cui è stata abbandonata ogni forma di manutenzione. E’ stato costruito partendo dal monitoraggio, condotto da ANBI, che ha censito le necessità presenti in ogni territorio regionale” aggiunge. In chiusura d’intervento, una nota sull’attività svolta dal sistema consortile: “In Italia abbiamo la fortuna di avere i Consorzi di bonifica ed irrigazione, che sono la prima linea di difesa del territorio, dell’economia e, in molti casi, delle vite umane; dobbiamo valorizzarli e consentire loro di avere massima operatività in tutte le regioni. Dove hanno la possibilità di  lavorare, rappresentano un vero soccorso verde e svolgono quel servizio green, di cui tutti parlano.”

PAOLO TRANCASSINI (Commissione Bilancio Camera) “AGRICOLTURA CENTRALE MA SERVE INVESTIRE CON STRATEGIE MIRATE” “Dobbiamo passare dalle parole ai fatti, ma se pensiamo che il mondo agricolo sia centrale dobbiamo investire con strategie mirate come hanno fatto le nazioni, che hanno deciso veramente di investire nel settore primario. Parlare di prospettive senza parlare di contenuti, che riguardano la quotidianità, non è un buon servizio alla causa perseguita dall’agricoltura e dai Consorzi di bonifica. Temo che stiamo perdendo un’occasione fondamentale, basti pensare che, nel Decreto Rilancio, su 55 miliardi di investimenti per la ripresa economica, un solo miliardo è dedicato all’agricoltura. I progetti esecutivi presentati dai Consorzi di bonifica per tutto il Paese non possono essere un’occasione persa ma debbono divenire una scelta della politica per l’agricoltura del Made in Italy e per l’occupazione.” Così Paolo Trancassini, componente della Commissione Bilancio della Camera, all’Assemblea ANBI 2020.

FRANCESCO VINCENZI Presidente ANBI “L’ITALIA HA BISOGNO DI UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO. CONTINUEREMO AD OPERARE CON CORAGGIO E PASSIONE”C’è bisogno di un nuovo modello di sviluppo per l’Italia, importante per fare l’indispensabile passo avanti, trasformando gli attuali problemi in opportunità. Lo sviluppo del territorio dovrà essere l’asset centrale del rilancio economico del Paese”: ad affermarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, concludendo l’Assemblea ANBI, organizzata quest’anno on-line, in ottemperanza alle normative igienico-sanitarie anti Covid-19. “Si apre una stagione di fondamentale programmazione per rinnovare il Paese, grazie ad una mole di finanziamenti europei come mai abbiamo visto, ma anche per le opportunità offerte dalla Politica Agricola Comune e dal Green New Deal. Noi abbiamo voluto dare un significativo contributo, mettendo a disposizione il Piano Nazionale Manutenzione Straordinaria e Infrastrutturazione di opere per la difesa idrogeologica e la raccolta delle acque. Di certo – conclude il Presidente di ANBI – non ci fermiamo qui; continueremo ad operare nell’interesse del Paese come sempre, con coraggio e passione per il territorio.”

Tutti i contributi e le dichiarazioni nella diretta streaming (7 luglio) sul Canale Youtube di ANBI nazionale 

 

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#REPOST #1LUGLIO A.A.A. MAGAZZINI DELL’ACQUA CERCANSI

Questa settimana desideriamo richiamare la vostra attenzione sul rilevante tema dello stoccaggio della risorsa idrica quando presente, cercando di approfondire la criticità da diverse prospettive e possibili soluzioni.

Fondamentale per il futuro delle nostre comunità e delle loro economie è l’approvvigionamento di acqua soprattutto in quei lunghi periodi di ormai endemica siccità che mettono a rischio produzioni ed equilibri socio territoriali.

La proposta del presidente di Coldiretti Ettore Prandini al premier Conte durante gli Stati Generali: «Abbiamo già ideato la rete con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cdp. Il problema della siccità è nazionale» “Costruiamo mille bacini idrici”, “In Emilia piove meno che in Israele” -Avvenire 

Romagna Acque-Società delle Fonti SpA dal 2009 è gestore unico delle fonti idropotabili della Romagna. Un viaggio nelle macro strategie per non rimanere a secco con focus sulla Romagna. “Cambia il clima e la raccolta delle acque trova nuove strade”, “Il futuro: un accordo con le Marche per collegare le dighe”, “Il distretto del Po è il più strizzato”, “Migliorare la rete idrica fa bene all’economia” – Corriere Romagna

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#Repost #24giugno Rischi naturali: con Riskilience conosci linguaggi e comportamenti

La consapevolezza della cittadinanza, in periodo di mutamenti climatici e possibili effetti negativi sui territori, assume un ruolo di primo piano come integrazione irrinunciabile al pari della capacità di intervento.

L’interesse per la resilienza è aumentato negli ultimi anni, come risposta ai crescenti danni e disagi conseguenti agli effetti degli eventi naturali sul territorio, sull’economia e sulla società che mettono alla prova la capacità di risposta non solo degli individui, ma anche delle istituzioni e dei territori. E’ necessario quindi che le istituzioni pubbliche assumano non solo il ruolo di proteggere le comunità e mitigare i danni degli eventi naturali, ma prima di tutto preparino i cittadini ad affrontare le avversità future nei nuovi scenari di cambiamento climatico e sostenibilità.

Innovation Camp “RISKILIENCE”

La Commissione europea ha scelto la proposta dell’Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po per organizzare “RISKILIENCE,  Innovation Camp“, un campo di innovazione sul tema della sostenibilità ambientale e della resilienza sociale ai disastri naturali nell’ambito dell’iniziativa Science Meets Regions, con la quale il Centro comune di ricerca della (JRC) promuove un confronto su problematiche di natura ambientale, sociale, economica che richiedono una soluzione innovativa e sostenibile contando su un approccio tecnicamente e scientificamente fondato. I “campi dell’innovazione” sono un’approccio promosso dalla Commissione Europea per esplorare e stimolare risposte collaborative a sfide complesse attraverso un processo strutturato in più fasi, che ha come punto centrale il lavoro congiunto tra i vari attori portatori di competenze e conoscenze durante un incontro di due o più giorni.  Nell’Innovation Camp si sono costituiti  diversi gruppi di interesse che, in modo collaborativo e co-creativo fra tutti i partecipanti hanno formulato idee per rispondere alle quattro sfide proposte.

La soluzione finale è un prototipo sviluppato nel tempo. I responsabili delle sfide si sono impegnati a testare il prototipo completo elaborato e a trasferirlo poi alle politiche regionali. Gli indirizzi operativi per la gestione del sistema di allertamento per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini della protezione civile (DPCM 27/02/2004), devono essere aggiornati con azioni standardizzate di comunicazione del rischio e comunicazione d’emergenza. La comunicazione del rischio e della sua incertezza è parte integrante del processo di gestione del rischio in ogni sua fase: prima, durante e dopo il manifestarsi degli eventi stessi. Queste azioni prevedono l’utilizzo di strumenti di comunicazione digitale innovativi (campagne su piattaforma Facebook Ads, Google Ads, It Alert, gioco-App, RRSS – Risk and Resilience Support System) in base al momento dell’emergenza e ai target (cittadini o decisori – sindaci, responsabili sicurezza aziendali, ospedali, presidi). A queste si affiancano: attività di formazione sulla fase di prevenzione, laboratori e attività di comunicazione e informazione sul territorio, e l’utilizzo delle risorse documentali a disposizioni (archivi storici, testimonianze scritte, targhe di piena ecc… ) per meglio sistematizzare le informazioni a disposizione. Solo in questo modo è possibile supportare il decisore in tutte le fasi dell’emergenza, preparare e coinvolgere i cittadini e le comunità locali, attivare capacità di autoprotezione e diffondere la cultura del rischio.

Sintesi del progetto e Rapporto finale >>  https://www.riskilience.adbpo.gov.it/i-risultati/

 

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#Repost #17giugno Siccità e desertificazione: in Italia a rischio il 20% del territorio

In occasione della giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, condividiamo un interessante articolo di La Repubblica  Siccità e desertificazione: in Italia a rischio il 20% del territorio. Un terreno vivo drena meglio l’acqua, aumentando la sicurezza idrogeologica, inoltre la perdita di terreno produttivo vuol dire anche incorrere in nuove minacce per la nostra salute. 

Le Nazioni Unite ricordano come la desertificazione e la siccità siano diretta conseguenza delle attività umane e dei conseguenti cambiamenti climatici. Questi fenomeni si verificano a causa dello sfruttamento eccessivo e all’uso inappropriato degli ecosistemi delle terre aride (circa un terzo della superficie terrestre), che sono le più sensibili a forme di impoverimento. A mettere a rischio la produttività di queste terre incidono diversi fattori, tra cui la deforestazione, il pascolo eccessivo e le cattive pratiche di irrigazione ma anche, indirettamente, la povertà e l’instabilità politica. Il tema scelto per la Giornata 2020 è “Food. Feed. Fibre”, “Cibo. Mangimi. Fibre tessili”, e si concentra sulla relazione tra consumi, sfruttamento di suolo e desertificazione.

I Consorzi di bonifica hanno avviato importanti progetti per far fronte al problema della siccità. In questo momento, i fiumi del Nord Italia sono un forziere con la porta aperta: è questa la metafora, che si evince dal bollettino settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche,  che segnala come le recenti piogge abbiano fortemente cambiato il panorama idrico delle regioni settentrionali. “E’ una ricchezza, che non stiamo accantonando e che rischiamo di rimpiangere di fronte ad un andamento climatico quanto mai alterno – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue – Contiamo che il Governo proceda alla necessaria infrastrutturazione idraulica del territorio, pur nel rispetto delle compatibilità ambientali e paesaggistiche.” Sono al via anche importanti cooperazioni internazionali nel continente africano, un esempio della cultura del fare, insita nell’operare dei Consorzi di bonifica.

Per saperne di più vi suggeriamo l’approfondimento su: sito del Ministero dell’Ambiente   la pagina sul sito di Arpae 

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#Repost #10giugno “IL SUOLO COME ELEMENTO PER LA SICUREZZA ALIMENTARE E IL FUTURO SOSTENIBILE DEL SISTEMA AGRO-ALIMENTARE. PROSPETTIVE DOPO IL COVID-19”

La pandemia, che purtroppo non possiamo ancora del tutto archiviare come un brutto ricordo, ci ha violentemente posti di fronte alle molteplici fragilità degli attuali modelli di sviluppo, evidenziando l’urgenza di adottare scelte radicali per il futuro. È importante che ogni piano per la ripartenza economica abbia al centro il nostro pianeta e la sua difesa. Agricoltura, suolo e cambiamenti climatici sono strettamente interconnessi. Il suolo è un mitigatore naturale dei cambiamenti climatici, trattiene carbonio, ricco di microrganismi è un sistema vivo che comunica continuamente con il mondo animale e vegetale. Nodo centrale di questa interazione è l’acqua su cui concentrarci per ammodernare, innovare e aumentare l’efficienza per il risparmio idrico. Ma come possiamo trasferire le informazioni, i risultati delle ricerche scientifiche agli agricoltori? Come può l’innovazione garantire la sostenibilità alimentare? Quali sono i costi della mancata tutela del capitale naturale? Come possono le nostre scelte a tavola fare la differenza?

La Società Italiana di Economia Agro-Alimentare (SIEA) promuove un ciclo di seminari online con lo scopo di definire le prospettive di rilancio dell’agro-alimentare italiano e offrire le prime risposte.

Con Giuseppe L’Abbate (Sottosegretario alle Politiche Agricole), Vincenzo Michele Sellitto (MSBiotech spa), Raffaella Pergamo (CREA-PB), Raffaella Zucaro (CREA-PB); un webinar sull’importanza del suolo, le direttive comunitarie sull’acqua, la nuova politica avviata dalla Commissione europea dello Green Deal e la strategia farm to fork.

Link al webinar https://youtu.be/w-IHQQR9I0Q 
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#REPOST #4GIUGNO TEMPO PER LA NATURA. APPOGGIAMO UN TURISMO ECO SOSTENIBILE

La Giornata Mondiale dell’Ambiente viene celebrata il 5 giugno di ogni anno, coinvolgendo governi, imprese e società civile su una particolare questione ambientale.

Quest’anno il tema è la perdita di biodiversità che, con i cambiamenti climatici, è un’emergenza ambientale e sociale. Circa un milione di specie viventi (su un totale stimato di circa 8,7 milioni) sono minacciate di estinzione. L’attuale ritmo di estinzione delle specie fa ritenere gli scienziati che siamo di fronte alla sesta grande estinzione massa. Molti ecosistemi sono stati distrutti, degradati, frammentati. Con la crisi della biodiversità è a rischio la fornitura dei servizi ecosistemici, dagli alimenti al legno, dall’acqua ai medicinali, dalla regolazione del clima al controllo dell’erosione del suolo, dai valori ricreativi a quelli culturali. Ora la comunità internazionale, di fronte a questa crisi e al rischio che vengano meno i servizi essenziali per il benessere dei viventi, cerca di correre ai ripari, tentando un accordo mondiale ambizioso per il post-2020, mentre l’UE ha appena emanato la propria Strategia per la Biodiversità per il periodo 2021-2030.

 Per celebrare questa Giornata, vi portiamo alla scoperta del ‘turismo lento’ di Telestense nel Parco del Delta del Po, la più grande zona umida d’Italia, dal 2015 riconosciuta ‘Riserva della Biosfera Mab Unesco’ https://youtu.be/iS9Sc6gvuL8

Da Valle Lepri alle Valli di Argenta: un viaggio insieme ai Consorzi di Bonifica Pianura di Ferrara (con il presidente Franco Dalle Vacche) e della Bonifica Renana (con il presidente Giovanni Tamburini), protagonisti attivi nella difesa idraulica e della tutela ambientale in un ecosistema davvero unico.  

Vi invitiamo a visitare le tante aree naturalistiche gestite dai Consorzi di Bonifica – tra cui: Oasi Celestina (RE), Manzolino (MO), Bevanella e Gambellara (RA) – dove si trovano prati umidi periodicamente allagati che ospitano una flora pregiata, rappresentata, nelle parti più stabilmente allagate, da giunchi e ciperacee. Tale varietà di habitat, garanzia di alto tasso di biodiversità, favorisce la conservazione, l’insediamento e la riproduzione di una fauna propria delle zone umide, costituita soprattutto da uccelli.

Condividiamo con voi alcune iniziative previste per domani:

– il Corriere della Sera vuole cogliere l’occasione per riflettere e parlarne tutti insieme e fare anche festa con la musica giusta: con un grande evento in live streaming a partire dalle ore 11.00  alle ore 20.00  su Corriere.it, Facebook e YouTube – con scienziati ed esperti di settori diversi per parlare di temi ambientali e della sfida della sostenibilità https://bit.ly/2XSmXZO

– l’ISPRA organizza una tavola rotonda con l’obiettivo di far crescere la consapevolezza globale dei cittadini sul tema del drammatico declino della natura e stimolare azioni concrete per arrestarlo e invertirlo alle ore 10.30 https://bit.ly/3cuDnNh

vi suggeriamo il link Riserva Mab di PoGrande  https://www.pogrande.it/

 

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#REpost #27maggio Al via la partnership tra il Consorzio CER e AgroNotizie e per allargare l’informazione sulla sostenibilità dell’irrigazione

Il Consorzio di bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo ha sviluppato il progetto AcquaDocet per approfondire il tema dell’irrigazione attraverso video tutorial, articoli di approfondimento, informazioni sulle nuove tecnologie e molto altro. Obiettivo: la sostenibilità per risparmiare risorse, acqua ed energia. Il progetto che sarà online nella pagina web del CER, avrà una rubrica dedicata all’interno del portale AgroNotizie, punto di riferimento per gli operatori del settore agricolo con una community di oltre 224.000 utenti.

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Il Consorzio di bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo, nel suo 60° anno di attività scientifica sull’irrigazione. amplia ulteriormente le proprie attività di informazione sui risultati delle innovazioni sviluppate nel suo centro di ricerca Acqua Campus con informazioni sull’uso sostenibile dell’irrigazione, attraverso il progetto AcquaDocet. Il CER avrà una rubrica dedicata sul canale informativo AgroNotizie. Con questa iniziativa sarà possibile raggiungere un’amplissima platea di aziende agricole che riceveranno notizie agronomiche sull’uso corretto dell’acqua e sull’uso delle più moderne tecnologie oggi disponibili sul mercato. Il tema dell’irrigazione, per gli operatori agricoli, sta diventando sempre più importante in conseguenza dei cambiamento climatici, in quanto dalla disponibilità d’acqua e dal suo uso corretto può dipendere la sostenibilità economica delle produzioni. Per questo è fondamentale per l’agricoltore conoscere tutte le tecniche per ottimizzare i tempi e le modalità di irrigazione, per garantire al terreno l’acqua di cui ha bisogno, evitando al contempo qualsiasi forma di spreco nell’uso della risorsa. La novità del progetto AcquaDocet risiede in una nuova modalità di fruizione delle informazioni che, attraverso l’uso del digitale, affiancato dai canali tradizionali, consentirà di poter accedere al portale in maniera facile e intuitiva direttamente dal proprio smartphone o altri dispositivi in qualsiasi momento, trovando contenuti chiari ed esplicativi. “Siamo lieti di contribuire al progetto AcquaDocet – ha dichiarato Ivano Valmori, Direttore di AgroNotizie – perché il progetto sposa perfettamente le tre caratteristiche chiave dell’agricoltura in cui crediamo: tecnologia, sostenibilità e nuove generazioni. Negli ultimi anni il settore è cambiato profondamente e sono sempre più numerosi i giovani che decidono di dedicarsi alle attività agricole. Sappiamo bene che quando parliamo di giovani inevitabilmente parliamo di nativi digitali e di una generazione che ricorre quotidianamente a internet per cercare una fonte attendibile che gli dia i dati di cui ha bisogno. Il ricorso al digitale rappresenta la quotidianità e per questa ragione AgroNotizie che da anni si occupa di informazione e divulgazione digitale in agricoltura è diventato un vero e proprio punto di riferimento per gli operatori del settore. Inoltre, l’abbinamento di sostenibilità e tecnologia vanno proprio nell’ottica del fare bene la propria attività agricola, comune denominatore tra AgroNotizie e AcquaDocet .” Acqua Campus fa parte della rete ART-ER (Alta tecnologia in Emilia Romagna), che sviluppa innovazione da 60 anni. “Sono profondamente grato a tutti i tecnici ricercatori del CER – ha dichiarato Massimiliano Pederzoli, Presidente del CER – che stanno proseguendo con grande efficacia nel lavoro di ricerca e divulgazione. Il progetto AcquaDocet nasce da finanziamenti della Regione EmiliaRomagna nell’ambito di alcuni progetti del Piano Sviluppo Agricolo Regionale. La Regione ha da sempre investito sulle capacità scientifiche del Canale Emiliano Romagnolo per il miglioramento nella gestione dell’acqua irrigua; gli studi hanno portato alla costituzione del sistema esperto Irrinet, oggi diffuso in tutte le regioni italiane dall’ANBI come Irriframe. La Regione e il CER in conseguenza della crescente crisi climatica in atto hanno voluto sollecitare e ampliare al massimo il contatto con le aziende agricole mediante le più moderne tecnologie. Nasce così AcquaDocet, progetto per il quale il CER ha realizzato alcuni tutorial molto veloci, sintetici e pratici che si pensa possano incrementare ancora la cultura sul risparmio della risorsa acqua, già molto sviluppata nelle nostre aziende agricole. L’uscita dei tutorial si viene a collocare nel periodo nel quale la diffusione della epidemie Covid 19 non permetterebbe altre forme di informazione in forma diretta con visite presso aziende agricole o nell’area dimostrativa Acqua Campus, presso la quale si spera di riprendere presto l’accoglimento delle centinaia di tecnici, operatori agricoli e studenti che durante l’anno frequentano il nostro laboratorio di ricerca” AcquaDocet sarà attivo anche sui social network del CER a partire dalla pagina istituzionale del canale su Facebook oltre, naturalmente, alla pubblicazione su Agronotizie.it attraverso la rubrica “Acquadocet: semplice, pratico e veloce”, all’interno della quale saranno ospitati tutti i contenuti promossi dal Canale Emiliano Romagnolo. # # # www.consorziocer.it Il Consorzio per il Canale Emiliano Romagnolo è un organismo di diritto pubblico costituito per lo studio, la realizzazione e l’esercizio del Canale Emiliano Romagnolo e delle opere irrigue di interesse comune dei consorzi di bonifica emiliano-romagnoli associati e di altri soggetti operanti nella pianura sud-orientale della Regione EmiliaRomagna, ad est del fiume Panaro e a sud del fiume Reno, sino al mare Adriatico. La sperimentazione e ricerca nel settore irriguo fa parte della sua attività di studio. Il CER è una delle più importanti opere idrauliche italiane, con funzioni di vettore d’acqua di superficie a prevalente, ma non esclusivo, uso irriguo, a servizio di un territorio caratterizzato dalla presenza di un’agricoltura particolarmente idro esigente e da diffusi insediamenti civili e industriali. Image Line www.imageline.it Dal 1988 mani sulla tastiera del computer, piedi in campo…e occhi rivolti al presente e al futuro della divulgazione in agricoltura. Questi siamo noi. E questa è la nostra visione della realtà in cui lavoriamo: i consumatori cambiano; i mercati evolvono. L’agricoltura ha intrapreso un percorso segnato dall’innovazione, sia nelle tecniche produttive, sia nei modi di comunicare. È importante rinnovare le forme di divulgazione nel mondo agricolo e creare spazi di conversazione fra imprenditori del settore agricolo ed agroindustriale. Nell’economia della conoscenza, Internet è il luogo ideale per il confronto fra aziende e persone, per parlare di prodotti e sviluppare progetti, anche nel settore agricolo. Vorremmo aiutare gli operatori di tutte le filiere (dalla vite ai cereali) a capire le opportunità della Rete, a sfruttarne le potenzialità comunicative, ad ottenere un vantaggio competitivo sui mercati. Nel 2017 abbiamo ricevuto un nuovo riconoscimento: Image Line è entrata a far parte delle PMI innovative italiane. Nel 2018 Image Line ha festeggiato i 30 anni di attività. Nel 2019 Image Line ha conseguito il premio Excelsa Award 2019 per le categorie “Innovazione” e “Impegno sociale e culturale”, assegnato da Confindustria Romagna

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#Repost #20 maggio «IN EUROPA VA RIPENSATO IL MODO IN CUI PRODUCIAMO E CONSUMIAMO»

Il diffondersi del coronavirus ha imposto una nuova emergenza e la gravissima crisi economica che ne è derivata è diventata la nuova emergenza.
Per l’Unione europea la transizione verde è una priorità e la ricostruzione dell’economia passa dalla sostenibilità ambientale.
Ma abbiamo ancora la forza per raggiungere gli obiettivi sul clima?
Per il #REPOST di questa settimana vi proponiamo un interessante intervista a Virginjius Sinkevicius, 28 anni, Commissario Ue a Ambiente, Oceani e Pesca, rappresentante istituzionale che maggiormente inciderà sui progetti di opere e regolamentazioni a livello comunitario.

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#Repost #13maggio IRRIGAZIONE DI PRECISIONE 4.0: POSITIVE VS IRRIFRAME

Il futuro della pratica irrigua in fase di avvio della stagione 2020 ci offre l’opportunità di far conoscere l’ultima frontiera dell’attività sperimentale grazie al progetto di ricerca scientifica denominato Positive 4.0, un progetto dedicato all’Irrigazione di precisione coordinato dal CIDEA in cui IRRIFRAME rappresenta il cuore dell’intero sistema in grado di integrare i dati provenienti dal satellite e di sensori IoT al fine di individuare un modello di irrigazione di precisione altamente efficiente. Irrigazione consapevole per la sfida del domani. Cos’è il progetto Positive?

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POSITIVE vuole diffondere e consolidare sul territorio della regione Emilia-Romagna l’irrigazione e la fertirrigazione di precisione e a rateo variabile, per mezzo di protocolli operativi che connettano dati satellitari e sensori IoT a sistemi esperti e a macchine irrigatrici. Le finalità del progetto sono: 1. avviare un servizio di produzione periodica di mappe di parametri biofisici e indici agronomici per le colture di pieno campo del territorio regionale; 2. migliorare l’accuratezza dei sistemi di consiglio irriguo/fertirriguo mediante i dati ottenuti dai rilievi satellitari del sistema Copernicus e da reti sensoriali di prossimità o in vivo; 3. realizzare componenti e interfacce standard e aperte per gestire il flusso di informazioni ai sistemi esperti di consiglio irriguo, e da questi ai sistemi di irrigazione/fertirrigazione di precisione e a rateo variabile. Il prodotto di POSITIVE sarà un’infrastruttura ICT che, integrando competenze agronomiche e dati sensoriali, renderà disponibili ad aziende e utenti mappe georiferite di parametri biofisici e indici agronomici, unitamente a interfacce standard per automatizzare e ottimizzare l’irrigazione delle colture. Il progetto POSITIVE è finanziato sul Bando 2018 POR FESR Emilia-Romagna (Programma operativo regionale – Fondo europeo di sviluppo regionale), Progetti di ricerca industriale strategica rivolti agli ambiti prioritari della Strategia di Specializzazione Intelligente (Asse 1 – Ricerca e innovazione, Azione 1.2.2 – Supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche di rilievo e all’applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione della strategia di S3). Standard e protocolli sviluppati da POSITIVE saranno disponibili e utilizzabili liberamente da tutte le aziende interessate.

per saperne di più sul progetto POSITIVE http://www.progettopositive.it/nqcontent.cfm?a_id=19491

Link alle registrazioni dei webinar realizzati nell’ambito del progetto POSITIVE, nonché le presentazioni utilizzate da tutti i relatori. link http://www.progettopositive.it/nqcontent.cfm?a_id=20396&tt=t_bt_app1_www

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#Repost #6maggio

Irrigare, una questione di metodo

Il Repost di questa settimana, in fase di avvio della stagione irrigua 2020, va a “ pescare” alcuni utili spunti in una fortunata serie di podcast
realizzati per il pubblico e per la scuola nei mesi scorsi dalla redazione di Radio 24 Sole 24 Ore in collaborazione con diversi atenei italiani su molteplici tematiche che riguardano la risorsa idrica.
Questa intervista, con il professore dell’Università di Milano Roberto Confalonieri , esperto di studi in questo settore, pone al centro dell’intervento argomenti di stretta attualità riguardanti l’approvvigionamento idrico , la gestione sostenibile dell’acqua ma soprattutto pone l’accento sull’incentivo , non solo motivazionale, da corrispondere all’agricoltore in fase di utilizzo delle nuove tecnologie che consentono il risparmio idrico.
L’agricoltura della nostra regione Emilia Romagna , anche grazie alle tecniche introdotte dai laboratori agronomici del CER, risulta essere la più avanzata su questo fronte, ma alcune aree produttive del paese devono ancora fare questo rilevante e virtuoso passaggio che va sostenuto e incentivato anche dalle istituzioni competenti.

>> Vai all’intervista 

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#REPOST #29aprile

IL CORONAVIRUS POTREBBE NON ESSERE UNA BUONA NOTIZIA PER IL CLIMA

L’emergenza coronavirus rischia di far saltare il piano europeo per la transizione energetica? L’economia dell’Italia ripartirà green visti gli ultimi indicatori ambientali?

Dal 4 maggio, entreremo nella Fase 2, la nostra società dovrà riprendere a correre. Ma la ripartenza potrà essere green? È possibile pensare ad un nuovo modello economico che metta l’ambiente al centro dello sviluppo? La sfida è quella di approfittare delle necessità attuali per fare della green economy un veicolo di ripresa. Dalla tecnologia alle politiche incentivanti, dalla salute a modalità lavorative sicure. Sarebbe altresì molto interessante, per il settore della gestione della risorsa idrica che ci riguarda da vicino, così come per i Consorzi di bonifica stessi, poter conoscere i dati aggiornati sulla qualità dell’acqua e sul presunto miglioramento della qualità del corpo idrico in relazione al passato periodo di lockdown.

Il significato di Green New Deal è quello di un nuovo patto verde. Ursula Von Der Leyen, ha subito fatto capire che la sfida ambientale sarebbe stata una priorità nell’agenda comunitaria. Una risposta all’emergenza dei cambiamenti climatici. Per la prima volta, una legge vincolante per tutti i Paesi UE ha sancito il raggiungimento della neutralità delle emissioni inquinanti entro il 2050. Nello specifico, la legge intende decarbonizzare il settore energetico, che rappresenta il 75% delle emissioni inquinanti e coinvolgerà anche l’edilizia, favorendo la costruzione di nuovi edifici abitativi e la manutenzione di quelli esistenti, in un’ottica di risparmio energetico. Tutti i Paesi saranno coinvolti in questa rivoluzione verde. Il significato del Green New Deal, infatti, è iniziare un cammino comunitario verse le emissioni zero. Naturalmente, il sostegno finanziario verrà strutturato in base alle attuali strutture economiche degli Stati. Le economie più dipendenti dal carbone e dai combustibili fossili, come il blocco dell’Est, riceveranno maggiori finanziamenti. Per rendere davvero concreto l’obiettivo della neutralità climatica nel 2050, sarà necessario avviare un ingente piano di investimenti. Gli investimenti totali saranno di 1.000 miliardi di euro in 10 anni. Saranno attivati diversi fondi, necessari alle varie regioni europee per iniziare la riconversione economica, produttiva e del mondo del lavoro. I primi dati resi di noti da Bruxelles hanno stimato la ripartizione del fondo in milioni di euro, per l’Italia 364. (Money)
Ma poi è arrivata la pandemia, con migliaia di malati e morti in tutto il mondo, compresa l’Europa, con conseguenze economiche ancora da valutare. Il pensiero al quale, per primo, ha dato voce il premier ceco Babiš: “destiniamo i soldi del Green Deal per ricostruire il sistema produttivo mandato in crisi dal Covid-19”, sembra un’alternativa non trascurabile.
A fine febbraio, l’allarme sanitario cambia lo scenario mondiale. Il danno economico del coronavirus fa precipitare le Borse mondiali nella settimana più nera dalla crisi del 2008 ad oggi. Il bollettino delle perdite si aggrava, il solo mercato americano vede sparire 3.700 miliardi di dollari di valore azionario in cinque sedute. Crollano le materie prime e perfino il dollaro si indebolisce perdendo lo status di bene-rifugio. (La Repubblica)
L’Italia, che per prima tra gli Stati dell’Ue ha ordinato la chiusura del Paese, ha registrato nel mese di marzo un indice Pmi (purchasing managers index, che monitora l’andamento dell’attività manifatturiera e dei servizi) pari a 17,4, nettamente più debole rispetto ai 52,1 di febbraio: un livello mai raggiunto dall’inizio della raccolta dei dati nel 1998. Ma nessun Paese in Europa è stato risparmiato: anche in Spagna, l’altro Stato pesantemente colpito dalla pandemia, il Pmi è crollato a 23, per avere un metro di paragone, un punteggio pari a 50 indica un numero uguale di aziende che hanno attività in crescita e in calo. (L’Economia)
Le teorie economiche da sempre sono legate al contesto sociale, in una società in cui le risorse diventano sempre più scarse, il cambiamento climatico causa danni economici e disagi sociali, il consumo inarrestabile di suolo mette a rischio la biodiversità e i beni ambientali, c’è bisogno di una nuova ripartenza, che può essere interpretata solo dalla green economy, un’economia che assicuri uno sviluppo umano, sostenibile e che procuri una migliore qualità della vita.

Questa settimana vi suggeriamo l’interessante analisi del giornalista Gabriele Crescente, della rivista Internazionale 📰
e dal Sito web della Commissione europea, Green Deal europeo, la tabella di marcia delle azioni per rendere sostenibile l’economia dell’UE ⬇️

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#REPOST #22aprile

COMMUNITY VALORE ACQUA.

Siamo di fronte al rischio di un potenziale conflitto tra tutela dell’ambiente e garanzia dell’approvvigionamento idrico?

Il Repost di questa settimana vuole farvi scoprire una lunga serie di dati utili, statistiche aggiornate e performances di chi opera – a vario livello – nella gestione della risorsa idrica nel nostro Paese. Per la prima volta infatti il Think Tank The European House Ambrosetti in collaborazione con partner qualificati pubblici e privati e grazie al contestuale contributo di ANBI ha monitorato e fotografato al meglio l’attuale contesto della variegata filiera-acqua grazie alla neonata Community Valore Acqua per l’Italia in cui la risorsa idrica è motore riconosciuto di competitività e sviluppo economico. Ma molti dati, soprattutto se comparati con altri paesi europei, non sono proprio confortanti. Oggi l’acqua è una risorsa scarsa e sempre più strategica, disporre di una filiera idrica efficiente a 360° è un requisito essenziale per il funzionamento e la competitività di un Paese. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha stimato che entro il 2050 il 40% della popolazione mondiale sarà esposto al rischio stress idrico ed entro il 2030, la scarsità d’acqua obbligherà a spostare circa 500 milioni di persone. Siamo di fronte al rischio di un potenziale conflitto per l’approvvigionamento idrico? Vi invitiamo pertanto ad approfondire queste tematiche leggendo il Position Paper, il Libro Bianco nato dalle molteplici ricerche realizzate. Community Valore Acqua The European House – Ambrosetti https://www.ambrosetti.eu/community-valoreacqua/

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#REPOST #15aprile

“GRACE, NASA un prezioso e innovativo strumento per monitorare i fenomeni siccitosi a livello mondiale

Dalla NASA le mappe della siccità, ottenute tramite le osservazioni satellitari dei cambiamenti nella distribuzione dell’acqua, con un modello computerizzato che simula i cicli dell’acqua e dell’energia 

Interessante? Sì, e vi spieghiamo il perché.

«L’inverno – dice Coldiretti – ha lasciato l’Italia a secco (- 42% di pioggia). Ma la siccità è da tempo l’evento avverso più rilevante con i fenomeni estremi che hanno provocato in Italia danni per oltre 14 miliardi di euro nel corso di un decennio». E ad oggi il quadro che emerge non è dei migliori. L’Osservatorio ANBI precisa che l’Italia è spaccata in tre parti: conclamata siccità al sud, sostanziale tranquillità al centro, preoccupazione al nord. Ieri anche le altre associazioni agricole hanno evidenziato lo stato di potenziale allarme incombente, in taluni casi già conclamato, sulle colture stagionali del nostro paese.

Nel resto del pianeta le cose non vanno meglio. In Antartide abbiamo superato i 20.7 gradi °C, una temperatura mai registrata prima. In Australia non è ancora stato possibile fare la conta dei danni causati dagli ultimi incendi. Lo scenario a livello mondiale si sta facendo sempre più grave, ma ancora sembra che non ce ne rendiamo conto.

Con l’emergenza del Coronavirus abbiamo dimostrato di poter accettare una situazione d’emergenza, cercando di gestirla al meglio, ma ancora non si parla di obiettivi e progetti a lungo termine al fine di poter, in futuro, affrontare emergenze simili con mezzi e strutture più adeguate. Esattamente come stiamo facendo per la siccità. Gestiamo solo il presente.

Ma noi dobbiamo immagazzinare, stoccare, risparmiare e utilizzare in modo intelligente l’acqua che abbiamo a disposizione. ANBI presenta annualmente un Piano per la realizzazione di invasi e chiede a gran voce il finanziamento di opere fondamentali all’economia e alla tutela del Paese. La siccità può essere un fenomeno molto complesso. In superficie, l’umidità del suolo cambia rapidamente con le condizioni meteorologiche, in “ritardo”, invece, abbiamo le trasformazioni delle acque sotterranee, poiché non sono direttamente colpite dai cambiamenti del tempo. Ma per le prospettive più a lungo termine sulla siccità le acque sotterranee sono un ulteriore elemento da tenere d’occhio.

Contro il Coronavirus si è deciso che dovevamo fermarci, ed è stato giusto, e per l’ambiente?

Guarda le mappe della NASA  https://nasagrace.unl.edu/

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Gestione e Risparmio Idrico

GIORNATA NAZIONALE DELL’INNOVAZIONE NELL’IRRIGAZIONE

ACQUA CAMPUS A MACFRUT 2019

Fertirrigazione, sensoristica, climatizzazione delle colture e ottimizzazione dei big data: ecco le novità di AcquaCampus a Macfrut 2019 all’insegna del risparmio idrico in agricoltura

ANBI presenta le innovazioni nella gestione delle reti irrigue consortili, nei materiali irrigui e nel loro impiego, nei sistemi esperti di risparmio idrico in agricoltura. L’innovazione nell’irrigazione in un campo dimostrativo sarà protagonista a Macfrut, la Fiera internazionale dell’ortofrutta (8-10 maggio 2019) in Fiera a Rimini. E’ la rinnovata proposta di AcquaCampus, il progetto in partnership tra i Consorzi di bonifica associati ad ANBI, i laboratori tecnico-scientifici di ricerca del Canale Emiliano Romagnolo e Cesena Fiera. Uno spazio ricco di novità in grado di rispondere alle esigenze più disparate riguardanti il risparmio di risorse idriche in agricoltura e l’ottimizzazione di tutte le tecnologie più avanzate in campo.  In questa edizione l’area dimostrativa ed espositiva del CER di Budrio viene riprodotta in scala all’interno del padiglione e presenta i modelli di sperimentazione concreta in uno spazio più grande di oltre 640 mq complessivi. Quest’anno infatti, oltre al risparmio di acqua per utilizzo agricolo (fino al 30%) si approfondirà un tema più ampio e innovativo come la fertirrigazione, climatizzazione delle colture, sensoristica, utilizzo dei big data che racchiude in se tutte le possibili migliorie nella gestione del campo: + tecnologia, – costi, + resa produttiva.  “AcquaCampus è la frontiera più avanzata della ricerca su questi temi – commenta il presidente del CER Massimiliano Pederzoli – i mutamenti climatici in atto richiedono capacità di adattamento sempre più sofisticate e la nostra mission è proprio quella di individuarle, adeguarle alla nostra realtà e proporle alle imprese agricole e ai consorzi di bonifica che operano per difesa e sviluppo del territorio”.  “La nostra presenza ad AcquaCampus – aggiunge Francesco Vincenzi, presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) – conferma l’attenzione dei Consorzi di bonifica e, più in generale, dell’agricoltura al tema dell’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica che, comunque va sempre ricordato, nei campi si usa e non si consuma, contribuendo all’equilibrio ambientale oltre che essere risorsa fondamentale per la nostra alimentazione”.  “L’acqua, insieme ai mutamenti climatici, è un tema sempre più strategico a livello mondiale, insieme al problema della riduzione degli sprechi – dichiara il presidente di Macfrut Renzo Piraccini – Siamo contenti di questa rinnovata partnership che farà toccare con mano le più evolute tecniche del sistema irriguo da parte dei principali leader mondiali”.  E proprio in quest’ottica AcquaCampus può contare su collaborazioni importanti con le multinazionali leader dei rispettivi settori come Toro, Irritec, Bosch e Haifa.

Idee-progetto di giovani ricercatori e startup alla Terza Giornata Nazionale dell’innovazione per l’irrigazione – Acqua Campus. Giovedì 9 maggio, ore 10.00 – Anfiteatro, Fiera Rimini

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REPORT SULLO STATO DEGLI INVASI A RISCHIO SECCA. LA SITUAZIONE E’ PIU’ GRAVE AL NORD, DOVE MANCANO GLI INVASI

Roma, 24 luglio 2017 –  Mentre l’attenzione mediatica si concentra sulle prospettive d’utilizzo delle acque del lago di Bracciano nel Lazio, resta l’Emilia Romagna, la regione con la più grave crisi idrica del Paese: l’invaso di Mignano, in provincia di Piacenza, è sceso a 700.000 metri cubi, riserva considerata indispensabile per l’uso idropotabile nell’area  e di conseguenza sono stati sospesi i prelievi per l’irrigazione; analogamente succederà entro breve al vicino bacino del Molato, contenente ormai solo circa 250.000 metri cubi d’acqua, pari al 5% della capienza. Duplice è il danno per l’agricoltura: la carenza d’acqua per l’irrigazione non solo ha pregiudicato i raccolti, ma ha condizionato fortemente le semine, impedendo, ad esempio, quelle di mais dolce, pomodori e fagiolini. Al Nord, il lago di Garda contiene circa il 31% della capienza, mentre scendono rapidamente i livelli anche dei laghi di Como, di Iseo (abbondantemente sotto le medie stagionali) e Maggiore. Nel bresciano, il lago d’Idro può garantire acqua alle campagne ancora per una settimana. In Toscana, l’emergenza idrica, iniziata nel Grossetano, ha raggiunto la parte Nord della regione, coinvolgendo, in primis, il lago di Massaciuccoli, conosciuto nel mondo come “il lago di Giacomo Puccini”, dove continua a scendere il livello dell’acqua (-30 centimetri sotto il livello del mare), tanto da rendere necessaria l’eccezionale sospensione dell’approvvigionamento irriguo per salvaguardare la “salute” del lago ed evitare che l’aggravamento dello sbilancio idrico favorisca l’ingresso di acqua salata.  Al CentroSud, gli invasi registrano mediamente un 30% di acqua in meno rispetto allo scorso anno; le regioni più “assetate” risultano la Calabria e la Basilicata. La situazione nelle regioni centro meridionali – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI)è complessivamente meno grave che al Nord grazie alla presenza di invasi a riempimento pluriennale, realizzati nei decenni scorsi grazie alla Cassa del Mezzogiorno. Ciò conferma la necessità del Piano Nazionale degli Invasi, da noi proposto insieme alla Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio #italiasicura e di cui chiediamo l’inserimento di un primo finanziamento nella prossima Legge di Stabilità. Abbiamo già pronti 218 progetti, i cui cantieri potrebbero essere avviati entro breve, per un importo complessivo di 3 miliardi e 300 milioni da inserire nella più ampia strategia per 2.000 bacini medio-piccoli con un impegno finanziario ventennale pari a 20 miliardi di euro. Di fronte ai cambiamenti climatici, non possiamo lasciare il futuro dei redditi agricoli e del made in Italy agroalimentare alle bizze di Giove Pluvio!”

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Lo spot della Struttura di missione #italiasicura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo quasi mezzo secolo dalla prima conferenza nazionale sulle acque, conclusa il 31 luglio del 1971, #italiasicura organizza il 22 marzo 2017 “Acque d’Italia. Conferenza nazionale sulle acque”. L’acqua è un bene prezioso, qualcosa di essenziale per l’esistenza e la convivenza tra società, per l’economia e la cultura. La necessità oggi è quella di preservarla e gestirla nel miglior modo possibile, un compito che chiama in causa ciascuno di noi. I Consorzi di bonifica, motivati dal bisogno di miglioramento continuo e di partecipazione, sono sempre alla ricerca di un confronto costruttivo con gli  esperti ambientali. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, ANBI parteciperà alla  conferenza che vedrà la partecipazione di Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, Erasmo D’Angelis, Struttura di missione Italiasicura, Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio, i Ministri dell’Ambiente Gian Luca Galletti, delle infrastrutture Graziano Delrio, dell’Agricoltura Maurizio Martina, per la coesione territoriale e per il mezzogiorno Claudio De Vincenti, i Presidenti delle Commissioni parlamentari ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera e del Senato, Ermete Realacci e Giuseppe Marinello, l’Autorità nazionale energia elettrica, gas e servizi idrici Guido Bortoni, il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini e il presidente dell’Anci Antonio Decaro, il Presidente di Istat Giorgio Alleva e il commissario di Ispra Bernardo De Bernardinis, il climatologo Antonio Navarra presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Francesco Vincenzi, Presidente ANBI ed esperti del mondo scientifico ed accademico.


Nel giorno della sua riconferma all’unanimità alla guida di della rete dei Consorzi di bonifica emiliano romagnoli Massimiliano Pederzoli rimarca l’importanza del risparmio idrico e gli strumenti per realizzarlo ideati dal CER e già applicati dal sistema di bonifica emiliano-romagnolo oggi validati dall’Unione Europea e ricercati da numerosi paesi del Mediterraneo.

Bologna 21 marzo 2016 – Anche quest’anno arriva puntuale la Giornata Mondiale dell’Acqua a ricordarci un lungo elenco di dati numerici allarmanti su scala globale che preoccupano non poco anche il delicato equilibrio della risorsa nel nostro paese. L’acqua dolce, utilizzabile dall’uomo, rappresenta nel mondo soltanto il 3% di quella presente e di questa più della metà è relegata sotto terra o congelata nei ghiacciai. Inoltre solo dieci paesi, con in testa Cina, Brasile e Russia, si dividono oltre il 60% delle risorse idriche del pianeta, mentre gran parte del resto del mondo o arranca o non ha proprio possibilità di avere accesso ad acqua potabile. Oggi quasi il 90% dell’utilizzo della risorsa è destinato all’uso industriale, energetico e per la produzione di cibo. Una stima – evidenziata dall’ONU nel suo rapporto aggiornato- che evidenzia come, da qui al 2050, anche l’uso per l’industria manifatturiera dell’acqua subirà un incremento del 400%. Da qui la necessità di una modulazione dell’utilizzo dell’acqua, argomento parzialmente affrontato nel più recente summit di Parigi Cop 21 sul clima e i suoi mutamenti. Nel nostro territorio una vera eccellenza scientifica IRRINET-IRRIFRAME (studiata ed elaborata dai ricercatori del CER a Bologna ed estesa progressivamente a sistema in Italia e oggi presa a modello in Europa e non solo) ha consentito di risparmiare in un anno solare oltre 500 milioni di metri cubi di acqua per utilizzo irriguo e se consideriamo che la gran parte del Made in Italy agroalimentare dipende proprio dalla disponibilità irrigua è palese l’importanza dell’ innovazione tecnologica fruibile e gratuita validata dall’Unione Europea e recentemente richiesta da Paesi del bacino del Mediterraneo. Oggi IRRINET-IRRIFRAME è attivo in 15 regioni italiane, su 2 milioni di ettari, pari al 60% della superficie irrigua nazionale, i cui 3.363.273 ettari sono serviti dalla rete dei consorzi di bonifica fatta di 82mila km di canali e 53mila di condotte tubate. L’Emilia Romagna, che conta su una rete di corsi d’acqua artificiali e condotte di quasi 21mila km, ha oggi centinaia di imprese agricole già proiettate nel futuro del risparmio idrico e dell’ottimizzazione dell’uso della risorsa. Nel corso dell’incontro bolognese (nel giorno di San Benedetto da Norcia – Santo Patrono dei bonificatori), la rete dei Consorzi di bonifica dell’Emilia Romagna ha rinnovato i vertici di ANBI regionale (Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue), l’associazione che rappresenta, coadiuva e coordina, le molteplici attività di salvaguardia effettuate sul territorio dai singoli enti consortili. Alla presidenza dell’ANBI ER è stato rieletto all’unanimità per un altro mandato della durata di cinque anni Massimiliano Pederzoli, 56 anni – titolare di una impresa agricola di Brisighella – che nei giorni scorsi era stato riconfermato alla guida del Canale Emiliano Romagnolo per quanto fatto negli ultimi anni in termini di innovazione, ricerca scientifica e capacità progettuale legata all’allungamento dell’asta del canale nel riminese. Pederzoli sarà affiancato da due vicepresidenti: Giovanni Tamburini (presidente del Consorzio di Bonifica Renana) e Roberto Brolli (presidente del Consorzio di Bonifica della Romagna). Hanno preso parte all’elezione dei vertici ANBI Emilia Romagna: Fausto Zermani (Consorzio di Bonifica di Piacenza) Luigi Spinazzi (Consorzio di Bonifica Parmense) Franco Zambelli (Comm. Straordinario Consorzio Emilia Centrale) Francesco Vincenzi (Consorzio di Bonifica della Bonifica Burana) Giovanni Tamburini (Consorzio di Bonifica della Bonifica Renana)Franco Dalle Vacche (Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara) Alberto Asioli (Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale) Roberto Brolli (Consorzio di Bonifica della Romagna)Massimiliano Pederzoli (Consorzio per il Canale Emiliano Romagnolo)Ettore Boselli (Ronchi-Soarza e San Giuliano)Carlo Niccolai (Canale Molini) ed il professor Enrico Giuliano Santini. “Tra le priorità di inizio mandatoha sottolineato Pederzoli dopo l’elezione – c’è un rinnovato e potenziato impegno verso le zone montane colpite da dissesto idrogeologico, la partecipazione alle attività di pianificazione per la applicazione delle direttive Acqua e Alluvioni e l’incentivazione delle attività di divulgazione alle giovani generazioni e ai protagonisti della gestione territoriale del domani dei valori dell’acqua e delle attività svolte dai Consorzi a salvaguardia del territorio, sostegno all’economia e difesa idraulica delle nostre comunità”.

FALDE ACQUIFERE COMPLETAMENTE ALL’ASCIUTTO. SITUAZIONE GRAVE

 

GESTIONE RISORSE IDRICHE: CONSORZI DI BONIFICA VANTANO ESPERIENZE D’AVANGUARDIA
Cosa significa cibo irriguo? La risposta nelle parole dell’Assessore della Regione Emilia Romagna dove il cibo irriguo ha un valore fondamentale grazie anche alle buone pratiche per il risparmio irriguo messe in campo dai Conosorzi di bonifica.

 

Il Ministro per le Politiche Agricole Alimentari Forestali, Maurizio Martina, ai microfoni di URBER durante la conferenza ANBI sulle buone pratiche irrigue dei Consorzi di bonifica
“Siamo consci che 300 milioni in 7 anni, destinati dal P.O.N. (Piano Operativo Nazionale) al Piano Irriguo Nazionale, non sono molti, ma è meglio averli che no. Ora dobbiamo lavorare per incrementarli attraverso il Fondo di Coesione.” Risponde così il Ministro alle Politiche Agricole Alimentari Forestali, Maurizio Martina, alle perplessità emerse nel corso della Conferenza Nazionale Acque Irrigue per la crescita e lo sviluppo, in corso di svolgimento a Roma. “Quello dell’acqua è uno dei fronti più esposti nei rapporti fra Paesi; i modelli idrici sono oggetto di un costante confronto internazionale. In Italia, c’è ancora da lavorare per ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche anche se possiamo vantare esperienze innovative e d’avanguardia come i Consorzi di bonifica. L’Expo sarà una straordinaria opportunità per presentarle.”