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Roma, 2 luglio 2021 – “Se vogliamo uscire al meglio dalla crisi, dobbiamo lavorare in squadra. La vicenda del Deflusso Ecologico, la cui applicazione oggi rischia di penalizzare l’equilibrio ambientale di vaste zone del nostro Paese, è la dimostrazione di come, soprattutto in Europa, non si sia riusciti a comunicare i valori ecosistemici,  collegati alla gestione idrica  in Italia. Il futuro dell’acqua è soprattutto una sfida culturale; è necessario che la rete idraulica goda di una concreta, pari dignità con le altre infrastrutture strategiche per il Paese”: a sottolinearlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto ad un convegno a Treviso sulle opportunità regionali del P.N.R.R. (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), organizzato da ANBI Veneto e dal Consorzio di bonifica Piave, presente anche il Sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Gian Marco Centinaio. “Se nel P.N.R.R. non si parla di acqua con la forza e la determinazione necessarie – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è per l’italica abitudine di non affrontare problemi complessi. E’ più facile privilegiare la cultura dell’emergenza a quella della prevenzione.  Tocca ai Consorzi di bonifica e di irrigazione riportare l’attenzione sul tema , proponendo soluzioni concrete per sfruttare risorse, che comunque ci sono, rispettando al contempo il cronoprogramma indicato dall’Unione Europea. Per questo, ribadiamo l’urgente necessità di un tavolo di lavoro che, definendo le singole responsabilità, affronti con determinazione le problematiche, che sicuramente emergeranno da qui al 2026. Non si può rischiare che farraginosità burocratiche impediscano di cogliere  pienamente le grandi opportunità del Next Generation EU. ” “È importante confrontarsi sul futuro delle risorse idriche ed è importante farlo con competenza, perché l’ambiente si sostiene sul fragile equilibrio tra le esigenze dell’agricoltura e quelle di un territorio, dove  la corretta gestione idraulica è alla base dello sviluppo” afferma Gianpaolo Vallardi, Presidente della Commissione Agricoltura del Senato. Degli 880 milioni di euro previsti nel P.N.R.R. per “investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche”, il sistema dei Consorzi di bonifica veneti  potrebbe utilizzarne oltre il 30%, grazie a progetti per 370 milioni: alla Regione sono infatti state presentate 14 schede progettuali,  che riguardano la riconversione irrigua verso infrastrutture ad alta efficienza e  la realizzazione di bacini per lo stoccaggio della risorsa idrica. L’efficientamento irriguo è indispensabile, affinchè venga preservata nella rete idraulica minore (26.000 chilometri, vale a dire l’85% dei corsi d’acqua veneti)  la quantità di risorsa idrica, necessaria al territorio per mantenersi vivo, nutrire la biodiversità, mitigare i cambiamenti climatici, garantire il paesaggio e le attività dell’uomo. “La transizione ecologica passa anche per una gestione oculata della risorsa idrica nel territorio; il nostro paesaggio  è generato dalla pratica irrigua” conclude Francesco Cazzaro, Presidente di ANBI Veneto.