OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE: FIUMI PO E ARNO: – 30%, ABRUZZO, MANCANO 2 MILIONI DI METRI CUBI, BASILICATA, 10 MILIONI DI METRI CUBI

 

Roma, 30 giugno 2021 – crollano le portate dei corsi d’acqua nel bacino del fiume Po, dove si rilevano temperature fino a 3 gradi superiori alla media degli scorsi 20 anni: i cali più evidenti si registrano  coi fiumi Maira e Tanaro in Piemonte mentre,  in Emilia, il Savio scende ancora e le portate dell’Enza sono ben al di sotto del minimo storico. Diverse le zone del distretto padano a rischio siccità: il Biellese, l’Astigiano, il Cuneese e la città di Torino, in Piemonte; la Romagna e le zone del Delta Po (Ferrara e Rovigo), dove aumenta la minaccia d’intrusione del cuneo salino; sotto osservazione sono  le zone emiliane del Piacentino e del Parmense; in Lombardia è drastico il calo della riserva idrica: – 8.5% nella scorsa settimana (fonte: Autorità di Bacino Distrettuale Fiume Po).

E’ allarme idrico anche per il Grande Fiume che, ovunque in calo, è al 30% della portata storica al rilevamento di Piacenza per poi procedere con portate abbondantemente dimezzate fino alla foce (fonte: A.R.P.A.E.). Causa di tali criticità è soprattutto  la mancanza di precipitazioni: le piogge, infatti, segnano -34%  (ca. -116 millimetri) sulla media emiliana degli scorsi 20 anni, raggiungendo punte di -50% in Romagna e sui rilievi del Bolognese. Sulla zona dei bacini montani romagnoli, da inizio anno idrologico sono caduti finora  732 millimetri di pioggia: tale quantità in anni recenti è superiore solo a quella registrata nel siccitoso 2017 ed è inferiore di ben 195 millimetri a quanto registrato nel 2018.

“E’ una condizione molto preoccupante – commenta Francesco Vincenzi, Presidente  dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – che nel breve abbisognerà di concertazione  fra tutti i portatori d’interesse, ma necessitano  anche soluzioni programmate per ridurre i rischi di queste siccità ricorrenti. In tale contesto il piano bacini e laghetti, elaborato con Coldiretti, è la prima risposta concreta per l’acqua, per il potabile e la produzione di energia con il relativo contributo all’economia nazionale.”

Al Nord si registra un calo generalizzato dei grandi laghi, che comunque si mantengono in linea con l’anno scorso; Garda e Maggiore(97,8% del riempimento) rimangono sopra la media storica, mentre i livelli dell’Iseo evidenziano un’evidente decrescita .

In Veneto calano le portate di tutti i principali fiumi  così come in Toscanadove l’Arno ha fluenze inferiori al 30% della media mensile; idem per l’Ombrone, che è vicino a raggiungere il livello minimo di deflusso vitale, necessario a garantire la vita del corpo idrico.

La situazione è grave anche nelle Marche, dove tutti i fiumi sono al di sotto delle portate degli anni scorsi ed il Sentino è a 4 centimetri dal minimo storico; i bacini trattengono 41,16 milioni di metri cubi d’acqua: è il peggior dato dal siccitoso 2017, quando a Giugno negli invasi c’erano 46,89 milioni di metri cubi (+Mmc. 5,73)!

Restano sostanzialmente stabili le portate dei fiumi nel Lazio, mentre sono in calo i livelli dei laghi di Bracciano e soprattutto di Nemi (-12 centimetri in una settimana), dove in Giugno sono caduti soltanto mm. 17,6 di pioggia.

La mancanza di piogge è alla base anche della situazione deficitaria per i volumi idrici trattenuti  nella diga di Penne in Abruzzo, calati di quasi 2 milioni di metri cubi in un mese e praticamente dimezzati rispetto agli anni scorsi: oggi sono Mmc. 3,93 ma erano Mmc. 7,66 nel 2018 e addirittura Mmc. 9,5 nel 2016.

In Campania, i fiumi Sele, Volturno e Garigliano sono in calo, ma restano sopra la media del recente quadriennio; diminuiscono le disponibilità idriche negli invasi del Cilento.

In Basilicata, i bacini segnano  -10 milioni di metri cubi in una settimana (erano  -7 nella stessa settimana 2020), mentre la disponibilità idrica negli invasi di Puglia è calata di  oltre 15 milioni di metri cubi in 7 giorni.

L’estate 2021 pare, infine, destinata ad essere una delle stagioni più siccitose del recente decennio in Sicilia.

“Il Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza è una straordinaria opportunità, che dobbiamo cogliere – chiosa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Noi, con il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica offriamo opportunità di concretezza per un investimento pari a circa 4 miliardi e 400 milioni di euro, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro.