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Ulteriori 2,6 milioni di euro per 29 progetti che si aggiungono ai precedenti 31 da 3,4 milioni di euro per curare le ferite della montagna

Reggio Emilia, 18 Maggio 2020 Un piano imponente e strutturato per la difesa e la salvaguardia dell’Appennino nei territori delle province di Modena, Reggio Emilia e Parma. Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale ha approvato – in piena Fase 2 dell’emergenza Covid19 – ben 29 progetti che riguardano interventi di prevenzione al dissesto idrogeologico, di manutenzione straordinaria e di contrasto al fenomeno franoso per le zone di montagna nelle aree modenesi, reggiane e parmensi. Interventi pianificati anche grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna e Protezione Civile per un importo complessivo di 2 milioni e 650 mila euro. Un impegno che consentirà di mettere in atto una serie di azioni a tutela del territorio. Tra gli interventi più significativi è prevista la ricostruzione di un tratto arginale del canale Rovereto Soliera, nel Comune di Novi per un importo di oltre 120 mila euro, oltre i lavori di contrasto ai fenomeni franosi in località Case Gatti nel comune di Toano e in località Ginepreto nel comune di Castelnovo né Monti, in provincia di Reggio Emilia. Grande soddisfazione espressa dal presidente del Consorzio Matteo Catellani: “Questi progetti rappresentano un antidoto molto concreto al fenomeno del dissesto idrogeologico che attanaglia le nostre aree montane che hanno necessità urgenti di condizioni più idonee per poter incrementare uno sviluppo economico e sociale spesso già condizionato da disagi quotidiani. Questo ulteriore Piano, realizzato anche grazie ai fondi della Regione Emilia Romagna e Protezione Civile – e ne approfitto per ringraziare il presidente Stefano Bonaccini – ci permette di arrivare a intervenire con quasi sei milioni di euro in pochi mesi per un totale di una sessantina di interventi essenziali che ci impegniamo a realizzare quanto prima e di cui andiamo fieri”. Alcuni interventi sono orientati alla sistemazione di strade pubbliche, come quelle nelle località Faieto, Ciolla, Giminella, Salatte, Leguigno, Mulino Cortogno, Ripa, Paullo e Sordiglio-Banzola nel Comune di Casina, in provincia di Reggio Emilia; e la sistemazione della strada di bonifica Ponte Cedra nel Comune di Monchio delle Corti, oltre la sistemazione delle strade pubbliche Pratopiano-Lalatta, Ranzano, Case Bodria, Case Ceda, Le Bore, Zumara e Temperla nel Comune di Tizzano Val Parma. Gli importanti lavori di prevenzione del dissesto idrogeologico nei Comuni di Villa Minozzo e di Toano, in provincia di Reggio Emilia hanno un importo complessivo di quasi 500 mila euro. Ma la montagna non è il solo fronte su cui il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale sta operando in questo periodo. Anche la pianura vede impegnato l’Ente in un importante progetto di rifunzionalizzazione del nodo idraulico di Cerezzola, dall’alto valore strategico ed economico: un progetto essenziale per il territorio e dall’importo complessivo di 12 milioni di euro. Si tratta, infatti, del primo progetto individuato nell’ambito del tavolo tecnico ‘Enza’ che si pone l’obiettivo di ridurre il deficit idrico della Val d’Enza, territorio al confine fra le provincie di Parma e Reggio Emilia e caratterizzato da una importante produzione agricola e da una alta vocazione alla produzione di Parmigiano Reggiano. La capacità di invaso, alla fine dell’intervento di riqualificazione, potrà giungere a 170 mila metri cubi d’acqua con la possibilità di riempire più volte l’invaso nel corso della stagione estiva. I principali obiettivi dell’intervento di rifunzionalizzazione del nodo idraulico sono rendere più efficienti le derivazioni esistenti recuperando ed ampliando la capacità di invaso già attualmente in parte disponibile e mettere in sicurezza le strutture e le reti esistenti, riducendo il rischio idraulico e risolvendo i problemi di possibile sifonamento e scalzamento al piede della traversa. Il progetto di riqualificazione del nodo idraulico di Cerezzola prevede la possibilità di rimodulare le eventuali importanti portate di rilascio in arrivo da monte nel caso in cui vengano realizzati volumi di invaso più importanti, a monte sull’asta del torrente.

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