Piacenza, 16 marzo 2020 – Continuano il presidio del territorio e l’operatività dei cantieri del Consorzio di Bonifica di Piacenza con l’adozione dei criteri di tutela e prudenza imposti dal Governo per la gestione dell’emergenza sanitaria. Sia la diga di Mignano in alta Val d’Arda che la diga del Molato in alta Val Tidone hanno quasi raggiunto il volume massimo autorizzato. “L’annata agraria sotto il profilo dell’approvvigionamento idrico è tutelata. Mignano ha un volume di acqua di 9,3 milioni di metri cubi pari al 94,3% mentre Molato ha un volume di oltre 6,9 milioni pari al 91,5%. Entrambi gli invasi sono in linea con le medie stagionali” commenta il Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, Fausto Zermani, a proposito della situazione delle due dighe piacentine. “Non dobbiamo abbassare la guardia perché i mutamenti climatici sono intrisi nel nostro pianeta. A fare la differenza deve essere l’uomo che con intelligenza deve porre quei rimedi che ci permettano di difenderci da piogge violente o periodi siccitosi. Attrezziamoci con quelle infrastrutture che ci permettano di raccogliere le piogge e accumulare l’acqua che può essere distribuita nei periodi di necessità” continua Fausto Zermani.

ANNO 2015

Per quanto riguarda la diga del Molato, gli eventi precipitosi principali furono registrati nel corso della stagione primaverile (in particolare tra il 24 febbraio e il 25 marzo). Per la diga di Mignano – ad eccezione dell’evento del 14 settembre, il più significativo degli ultimi dieci anni, che causò l’alluvione nelle valli del Trebbia e del Nure – si registrarono precipitazioni piovose nella media, mentre gli eventi di più forte intensità si registrarono il 25 marzo e nei giorni compresi tra il 26 ed il 29 aprile.

ANNO 2016

Per quanto concerne la diga del Molato, gli eventi principali si verificarono verso la fine dell’inverno, ad eccezione di un unico evento di modesta entità nel corso della primavera (28 e 29 febbraio e 5 marzo i fenomeni più significativi). Per la diga di Mignano si verificarono fenomeni di precipitazioni piovose perfettamente in linea con la media annuale desumibile dalla serie storica disponibile. Da segnalare tuttavia come buona parte delle piogge furono registrate ad inizio anno e non nel corso della stagione autunnale, solitamente la più piovosa.

ANNO 2017

Il 2017 è ricordato come l’anno del fenomeno siccitoso che anche nel nostro territorio colpì popolazione, territorio, ambiente e colture agroalimentari. La scarsità di precipitazioni piovose e nevose, rilevata già a partire dall’autunno 2016, determinò una carenza sostanziale della risorsa idropotabile ed irrigua. Questa complessa situazione di crisi vide il Consorzio di Bonifica di Piacenza protagonista, impegnato in prima linea nell’adozione di soluzioni operative immediate per contrastare gli effetti dell’emergenza. Non appena risultò evidente la necessità di affrontare la siccità 2017 con misure straordinarie, fu chiesto ed ottenuto lo stato di emergenza. Al Consorzio di Bonifica di Piacenza, all’interno di un piano per interventi urgenti, furono assegnati 2 milioni e 120 mila euro per manutenzioni ordinarie e straordinarie (tutte realizzate). Impegno che non è venuto meno al termine dell’emergenza medesima, ma che oggi continua attraverso un’intensa attività di progettazione e programmazione a medio e lungo termine finalizzata alla realizzazione di nuove infrastrutture strategiche per l’approvvigionamento e lo stoccaggio della risorsa al servizio di tutto il territorio, con la consapevolezza che la siccità non può più considerarsi un evento del tutto eccezionale. Il livello d’invaso dei bacini di Molato e Mignano a inizio stagione irrigua si aggirava intorno al 22% circa della loro capacità: solo esigue precipitazioni per la diga del Molato (senza eventi di piena e di morbida) ed un unico evento di piena l’11 dicembre (con fenomeno del gelicidio) e due eventi di morbida il 6 febbraio e il 7 novembre a Mignano.

ANNO 2018

Per quanto riguarda la diga del Molato le precipitazioni registrate sono state nella media con eventi modesti nei mesi primaverili (il principale il 4 giugno). Le piogge autunnali, anch’esse nella media, non hanno fatto registrare eventi di piena ma hanno permesso discreti e costanti apporti in ingresso. Per la diga di Mignano il 2018 rimarrà impresso nella mente dei piacentini come l’anno del collaudo della stessa. La procedura, entrata nella fase cruciale il 28 maggio con la spettacolare tracimazione delle acque dagli scarichi di superficie verso il piede della diga, ha testato il comportamento della diga al termine di una lunga fase di lavori di ristrutturazione iniziata negli anni Novanta e terminata pochi anni fa (finanziati dal Ministero dell’Agricoltura). Per quanto riguarda la piovosità è stato un anno in linea con le medie stagionali (eventi principali in primavera e in autunno).

ANNO 2019

Per quanto riguarda la diga del Molato Il 2019 è stato caratterizzato da precipitazioni superiori a quelle medie. Gli eventi di piena e di morbida registrati si sono verificati nella stagione primaverile e soprattutto nella stagione autunnale e invernale con piogge intense che hanno fatto registrare, nel solo mese di novembre, un totale di circa 300 millimetri. I due eventi più significativi sono stati registrati tra il 28 e il 29 di maggio e il 23 e il 25 di novembre. Parlando di volumi di acqua transitati in diga spiccano i 6,4 milioni di metri cubi tra sabato 23 alle 8 a domenica 24 novembre alle ore 17. Per quanto riguarda la diga di Mignano, Il 2019, è stato caratterizzato da diversi eventi di piena e di morbida che sono stati registrati nel corso dell’anno con una cumulata di 1.000 millimetri, valore superiore alla media annuale pari a circa 800-900 millimetri. Tali precipitazioni, anche se concentrate più nei mesi autunnali, hanno reso possibile invasare la diga per i volumi autorizzati prima dell’avvio della stagione irrigua. Il Consorzio di Bonifica non è solo il gestore delle due dighe piacentine ma è, in linea più generale, l’ente preposto alla gestione dell’acqua nel rispetto dell’ambiente ed al servizio della collettività e dei comparti produttivi. Esso mette in campo azioni strutturali nella gestione dell’acqua e mirate ad una triplice finalità: irrigazione, protezione idraulica e prevenzione del dissesto idrogeologico. La gestione dall’Ente è operata in modo coordinato attraverso l’utilizzo ed il costante monitoraggio di un complesso sistema di impianti, dighe e canali con un’azione che persegue una molteplicità di obiettivi quali la difesa del suolo e degli abitati, la tutela ambientale e il governo delle acque. Accanto alla gestione degli impianti, altrettanto importante è la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete di canali (complessivamente circa 2.600 Km) suddivisi per categoria tra irrigui, di scolo e promiscui (ovvero che svolgono sia la funzione irrigua che quella di scolo) la cui manutenzione si svolge durante tutto l’anno e principalmente nel periodo autunnale per i canali che allontanano le acque in caso di piogge intense e nel periodo primaverile per i canali utili all’agricoltura.

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