Da sabato mattina tutti gli impianti idrovori di sollevamento della Bonifica Renana sono attivi ed il personale è in operatività costante per gestire le piogge cadute sulla pianura, cui si sommano le acque di montagna esondate dai corsi d’acqua naturali che il nostro reticolo artificiale di scolo sta raccogliendo e smaltendo. La situazione più grave è quella registrata a Budrio.

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Bologna 18 novembre 2019 – Paolo Pini, direttore generale della Bonifica Renana informa che “Nei nostri canali Corla, Sesto Alto e Garda si sono riversate tutte le acque provenienti dalla rottura dell’argine destro del torrente Idice. In conseguenza di ciò, questi canali artificiali di bonifica hanno superato i limiti di guardia e ci sono punti di sormonto in cui le acque stanno allagando alcune aree coltivate. Per fronteggiare la piena del Navile, le sue acque sono state dirottate nel Savena Abbandonato e da lì riversate direttamente nel canale della Botte, principale scolo di bonifica in quell’area che finora ha retto.” Si ricorda che tutte le acque di pioggia bolognesi, tramite il reticolo artificiale della Renana vengono condotte nelle casse di espansione di Argenta che hanno una capacità massima di accumulo fino a 32,5 milioni di metri cubi. In questo nodo idraulico, da sabato, le pompe dell’impianto Campotto stanno sollevando meccanicamente ed immettendo in Reno 21 metri cubi d’acqua al secondo. Critica anche la situazione nell’area a sinistra del fiume Reno, con gli impianti idrovori di Forcelli, Conte e Bagnetto che da 48 ore sono sono a  pieno regime, pompando complessivamente 42 metri cubi al secondo. Giovanni Tamburini, presidente della Renana, informa che “I tecnici del Consorzio stanno rilevando con i droni tutte le aree allagate del comprensorio ed entro sera avremo il dimensionamento totale dei terreni coinvolti. Si sottolinea che il sistema idraulico artificiale della Renana in pianura – costituito da oltre 2.000 chilometri di canali, 26 impianti idrovori e altrettante casse di espansione –  ha la funzione di smaltire le acque di pioggia che cadono in pianura. In questi giorni, il nostro sistema, già completamente impegnato per smaltire le proprie acque di competenza, si trova a dover ricevere e smaltire che le acque di montagna, tracimate da fiumi e torrenti.