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Roma, 31 luglio 2019 –  E’ il fiume Po, l’osservato speciale di questa estate 2019 a testimonianza della necessità di una gestione maggiormente condivisa della risorsa idrica fra le 4 Regioni bagnate dal fiume. La principale asta fluviale italiana permane, infatti, nel suo tratto emiliano e veneto, largamente al di sotto non solo della media stagionale, ma anche della portata dello scorso anno, avvicinandosi, al rilevamento di  Pontelagoscuro, alla fatidica soglia dei 600 metri cubi al secondo. Per quanto riguarda altri fiumi del Nord, restano rassicuranti le portate dell’Adige in Veneto e del Tanaro in Piemonte, regione dove, invece, Dora Baltea e Stura di Lanzo sono sotto le portate di un anno fa; sotto media sono anche i fiumi Savio e Secchia in Emilia Romagna. Fra i grandi bacini del Nord, continua la discesa verticale del livello del lago di Como, ora al 32,9% del suo riempimento; si attesta, invece, al 35% il lago di Iseo, mentre scende sotto la media stagionale anche il lago Maggiore. Continua, invece, a godere di buona salute idrica il lago di Garda, quest’anno sopra media anche nei momenti di maggiore criticità. Per quanto riguarda altre regioni d’Italia va segnalato il forte calo delle riserve idriche in Puglia dove, in una sola settimana, sono stati utilizzati circa 15 milioni di metri cubi d’acquamigliore, rispetto allo scorso anno, è la situazione del lago di Bracciano, oggi a -137centimetri sullo zero idrometrico. “La situazione va tenuta sotto controllo, in vista soprattutto dell’atteso caldo d’Agosto, ma i bacini ed i principali contenitori idrici stanno facendo il loro lavoro – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Per questo, è necessario aumentarne il numero, incrementando l’attuale capacità di trattenere solo l’11% della pioggia, che cade annualmente sull’Italia ed arricchendo così la resilienza dei territori di fronte ai cambiamenti climatici.” In questi giorni, i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono impegnati a diffondere “buone pratiche” per ottimizzare l’uso dell’acqua “verde”: la regola prima è di innaffiare le colture dopo il calar del sole, siano esse  a pieno campo (mais, erba medica ecc.) oppure piccoli orti e giardini; questo, infatti, permette all’acqua di essere completamente assorbita dalla pianta, evitando l’evaporazione causata dalle temperature estive e dall’irraggiamento solare.