Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Share on WhatsappEmail this to someone

Il Cavo Fiumicello protagonista indiscusso: portato a quote minime per accogliere le piogge dei giorni scorsi ha permesso di allontanare il grosso della bomba d’acqua che si è scaricata nella bassa modenese sabato.

Modena, 27 maggio 2019 – Fino a 100 millimetri di pioggia in due ore circa: è quanto è caduto nella Bassa modenese sabato scorso, un dato eccezionale. Per capire quanto eccezionale, basti pensare che nella scala delle intensità della pioggia si va da un valore minimo compreso tra 0.2 e 2mm/ora che indicano pioviggine/pioggia debole, tra 2 e 6mm/ora pioggia moderata “autunnale”, tra 6 e 10mm/ora pioggia forte, tra 10 e 30mm/ora pioggia molto forte, normale acquazzone o temporale,  ai valori tra 30 e 60mm/ora che  prevedono acquazzone o temporale molto intenso con possibili allagamenti, fino ai valori superiori di 60mm/ora che in meteorologia equivalgono a nubifragi con diffusi allagamenti e danni molto probabili. Si calcoli che a Modena precipitano mediamente 650 mm di pioggia (considerando anche la neve fusa) ogni anno. E il mese di maggio, generalmente non è tra i più piovosi. Maggio, secondo l’Osservatorio Geofisico di Modena, generalmente registra precipitazioni medie pari a 51 millimetri (media registrata sul periodo 1968-1999). Solo così si ha l’idea della straordinarietà dei 70/100 millimetri che si sono abbattuti sabato in due ore su alcune zone nei pressi di Bomporto. E in una stagione che generalmente vede il reticolo idrico invasato, ovvero riempito, per irrigare, il Consorzio della Bonifica Burana viste le piogge persistenti dell’ultimo periodo, aveva provveduto a far defluire le acque in modo da tenere liberi e in massima sicurezza i canali a valle per accogliere le piogge attese a monte. La maggiore preoccupazione era nelle zone tra Sorbara, Bastiglia e Bomporto, dove a parte qualche allagamento dovuto all’incapacità fisiologica di gestire flussi di acqua così importanti e repentini, le manovre preventive e il monitoraggio costante dei tecnici hanno impedito esondazioni. Protagonisti il Cavo Fiumicello e il Canale Diversivo di Burana che precauzionalmente svuotati hanno potuto accogliere e far defluire l’imponente massa d’acqua che si è abbattuta nella zona.