“Nonostante le precipitazioni dei giorni scorsi, che hanno indubbiamente alleviato uno stato siccitoso che durava quasi da 2 mesi, saranno decisive le piogge primaverili per capire se l’estate 2008 sarà nuovamente all’insegna della siccità e dell’emergenza idrica. Gran parte delle precipitazioni dei giorni scorsi è stata subito assorbita da terreni assetati a causa della perdurante mancanza di pioggia”.

 

Lo afferma Massimiliano Pederzoli, presidente del CER-Consorzio di bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo che interviene anche sulla  qualità delle acque del CER: “I due potabilizzatori sul Cer stanno garantendo un apporto supplementare di acqua per la Romagna, che consentirà all’invaso di Ridracoli di affrontare il nuovo anno con maggiore tranquillità. Fra l’altro, da una prima disamina delle analisi medie eseguite sui due impianti di Macerone di Cesena e Granarolo Faentino emerge come, dal punto di vista chimico-fisico e microbiologico, le caratteristiche delle acque prodotte sono perfettamente confrontabili con quelle derivanti dall’impianto di potabilizzazione di Capaccio per l’acqua di Ridracoli.”

 Il CER è pronto a fare la sua parte anche per il 2008. “Basti pensare che nel 2007 abbiamo registrato nel nostro comprensorio condizioni meteo e idrologiche eccezionali. Un inverno caldo (con una media di 2,6 gradi oltre la norma nel trimestre e di 3,2 gradi nel mese di gennaio) e una concomitante scarsità di precipitazioni che, tra ottobre 2006 e settembre 2007, hanno segnato 450 millimetri contro una media di 700”.  Nonostante questo quadro sfavorevole, e grazie all’incremento dei rilasci programmati dai bacini alpini durante la stagione irrigua, il sistema CER ha tenuto: “Pur nel rispetto del programma di risparmio idrico concordato con la Regione, il CER ha distribuito fra marzo e ottobre quasi 270 milioni di metri cubi d’acqua, contro una media di 207 milioni del periodo 1997-2006. Un valore inferiore solo a quello, eccezionale, del 2003 – l’anno della grande siccità – quando le quantità derivate toccarono i 311 milioni di metri cubi”, continua Pederzoli.

Non si può escludere, anche alla luce della tendenza climatica in corso, il ripetersi nel Po di condizioni altrettanto sfavorevoli, od anche peggiori di quelle del 2007, con la necessità di piani di risparmio e di rilasci idrici anche per periodi più lunghi e con modalità più drastiche. Al probabile incremento nella richiesta di volumi d’acqua sul territorio, determinata dal clima e dall’aumento delle colture irrigate, il CER farà fronte col massimo impegno nella gestione della risorsa e con un uso sempre più responsabile dell’acqua.

 “Non solo gli agricoltori restituiscono l’acqua all’ambiente perché attraverso l’irrigazione l’acqua torna alla terra  e quindi in falda – conclude Pederzoli –  ma già da diversi anni hanno iniziato a utilizzare modernissimi sistemi di irrigazione che consentono un notevole risparmio. Da anni, grazie al sistema Irrinet, siamo in grado di dare consigli agli agricoltori in tempo reale su come, quanto e quando irrigare attraverso un semplice sms. Senza contare che sono moltissimi ormai gli agricoltori che utilizzano i sistemi di irrigazione a goccia in grado di canalizzare l’acqua solo dove serve e nelle giuste quantità evitando qualsiasi spreco.”

Nella foto: Massimiliano Pederzoli