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Bologna, 10 ottobre 2017 – Come tutti corsi d’acqua appenninici, anche il Samoggia, quando è in piena, trasporta a valle tonnellate di materiale pietroso eroso dai versanti che lo circondano: nei pressi di Savigno il fondovalle è costituito da un ampio terrazzo all’interno del quale il torrente divaga, generando fenomeni erosivi e dissesti diffusi in corrispondenza di infrastrutture pubbliche adiacenti (come strade e ponti); il pericolo di esondazione, danni ed interruzione della viabilità locale era un rischio concreto.  Infatti, a monte e a valle dell’abitato, l’alveo ha una larghezza di oltre 90 metri, mentre all’interno del centro abitato (tratto compreso tra i due ponti carrabili) la sezione massima è di circa 50 m: nei due chilometri di percorso nell’abitato di Savigno sono presenti 60 opere di difesa idraulica, molte delle quali ormai degradate e non più idonee alla loro funzione. Il programma di lavori dalla Renana per la sicurezza idraulica di Savigno ha visto la realizzazione di opere di difesa spondale in tutto questo percorso, realizzate con tecniche di ingegneria naturalistica ed il consolidamento della pila centrale del ponte presente nell’abitato. A monte e a valle del centro urbano sono stati effettuati di risagomatura dell’alveo del Samoggia. Una serie di interventi di manutenzione idraulica sono stati effettuati anche sul Rio Roncadella, di cui il principale è stata la rimozione dei sedimenti all’interno del tratto tombato per una lunghezza di circa 40 metri. Complessivamente i lavori conclusi in queste settimane nell’area di Savigno (Comune di Valsamoggia) ha comportato un investimento di 180.000 euro, di cui 60.000 euro resi disponibili dalla Renana e 120.000 euro dall’Unione dei Comuni.