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La situazione di magra del Po sta condizionando pesantemente la stagione irrigua nel comprensorio del Consorzio di bonifica di Burana. “Stiamo assistendo – dice il direttore generale Ing. Gianni Chiarelli – ad un andamento climatico particolarmente siccitoso con temperature molto al di sopra della norma e precipitazioni meteoriche pressoché nulle. Infatti dallo scorso mese di maggio si sono manifestate solo sporadiche piogge e temporali molto circoscritti, a volte violenti associati a grandine. Questa situazione rischia di pregiudicare seriamente, qualora perdurasse, la stagione irrigua che vede la massima richiesta idrica da giugno fino a tutto il mese di luglio”. Dal 26 maggio scorso, le quote del fiume Po in località Pilastresi, sono pressoché stabilmente sotto la quota di 4 metri sul livello del mare, con un minimo di 3,30 raggiunto il giorno 25/06/03.
Con questi livelli idrometrici del fiume Po si stanno creando seri problemi di approvvigionamento idrico soprattutto all’impianto idrovoro Pilastresi che al momento può funzionare in termini di massima derivazione solo con un gruppo idrovoro, quando invece la richiesta è di tre gruppi in funzione contemporaneamente.
Già dalla prima decade di giugno il Consorzio Generale di Ferrara ha richiesto l’integrazione per la portata idrica di un terzo gruppo idrovoro al Canale Emiliano Romagnolo, attraverso la presa sul cavo Napoleonico in corrispondenza del canale Emissario di Burana.
In ogni caso la scarsità della risorsa idrica non riguarda solo il Po ma è generalizzata, e situazioni prossime alla crisi si stanno manifestando anche sui fiumi Secchia e Panaro.
In particolare sul fiume Secchia già da oltre due settimane non vi è più la disponibilità idrica sufficiente per il funzionamento degli impianti Bozzala (località San Prospero) e Chiavica (località Sorbara). Si è potuto sopperire a tale problema con integrazione d’acqua proveniente dal fiume Po attraverso il canale Diversivo di Cavezzo.
Sul fiume Panaro alla presa di Vignola la quantità d’acqua disponibile è ridottissima ed è ben al di sotto delle richieste. Si cerca di far fronte all’emergenza ricorrendo a turnazione degli utenti. Gli impianti di Destra Panaro sono ancora tutti funzionanti, anche se al limite delle quote idriche di pompaggio.
La carenza d’acqua nei fiumi dai quali il Consorzio attinge per il soddisfacimento dei fabbisogni irrigui e plurimi consente ad oggi la derivazione solo a quote idriche molto basse, per cui gli impianti consorziali sono costretti a funzionare alla massima potenza, con ripercussioni sui consumi energetici e quindi con sensibile aumento dei costi.