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Piacenza, 4 agosto 2022 – La perdita di biodiversità è causata, tra le altre, dall’attività antropica, dal riscaldamento globale e dalla diffusione delle specie alloctone invasive. Il progetto LIFE “Crayfish lineages conservation in North-Western Apennine” (LIFE18 NAT/IT/000806) ha come scopo quello di conservare e migliorare le popolazioni del gambero di acqua dolce autoctono Austropotamobius pallipes, nell’area dell’Appennino nord-occidentale, in Emilia Romagna e Liguria, attraverso un programma di conservazione a lungo termine. Per questo è previsto anche il contrasto alle specie di gambero alloctono al fine di limitare la loro diffusione. Grazie alla partecipazione dei volontari alle attività di cattura dei gamberi esotici invasivi appartenenti alla specie Procambarus clarkii (comunemente chiamato gambero killer americano) è stata avviata un’azione di controllo di questa specie che in due mesi ha permesso il recupero di oltre 32 mila esemplari tra Piacenza e Parma.  Si tratta di un crostaceo delle acque dolci di origine nord-americana introdotto in Europa negli anni ‘70 a scopo alimentare e poi proliferata fino a diventare la specie di gambero d’acqua dolce più traslocata al mondo e presente in tutti i continenti eccetto Antartide e Oceania.

I luoghi di intervento sono attualmente 7: per la provincia di Piacenza tre laghetti e una porzione di reticolo idraulico nel SIC del Basso Trebbia (o nelle immediate vicinanze). Per la provincia di Parma un laghetto nello ZSC del Monte Prinzera e due laghetti in area collinare scelti perché in zona sono presenti ancora popolazioni autoctone.

Ad occuparsi attivamente dell’eradicazione dei gamberi esotici invasivi i volontari di cinque associazioni piscatorie – Arci Pesca F.I.S.A. Piacenza A.P.S, Sezione Provinciale di Piacenza Convenzionata Fipsas A.S.D, Accademia Krons Piacenza O.D.V; C Gev Parma, Arci Pesca Fisa Parma – che hanno accolto la proposta di collaborazione dopo essere stati formati dai partner di progetto sia con sessioni teoriche sia pratiche.

Coordinatore dell’azione del contenimento dei gamberi alloctoni invasivi è il Consorzio di Bonifica di Piacenza. A riferire è il Presidente Luigi Bisi: <<Con questo progetto contribuiamo a migliorare la biodiversità occupandoci principalmente del contenimento dei gamberi di specie alloctone (non native) responsabili, tra gli altri di danni da erosione alle sponde dei canali (tunnel di circa 3 cm di diametro e lunghi anche 60 cm), ostruzione di griglie poste in corrispondenze di canali intubati e di impianti e occlusione di attrezzature necessarie per la gestione delle derivazioni delle acque irrigue (ad esempio paratoie)>>.

A questi importanti risultati di progetto se ne somma un altro di altrettanta rilevanza: la nascita dei gamberi autoctoni, a seguito della fase di riproduzione avviata presso i centri parmensi di Monchio delle Corti e Corniglio e il ligure di Fontanigorda. L’avvio dell’attività riproduttiva è stato preceduto dall’individuazione di popolazioni donatrici sufficientemente abbondanti, geneticamente idonee e prive di patologie, grazie rispettivamente alle indagini bio-ecologiche, genetiche e veterinarie condotte dall’Università degli Studi di Pavia, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. A cui ha seguito l’introduzione, a settembre scorso, di circa 300 gamberi riproduttori (maschi e femmine) nelle vasche dei tre centri.

Il gambero di fiume italiano (A. pallipes) è una specie autoctona (nativa), la cui sopravvivenza è gravemente compromessa a causa di diverse minacce principalmente legate all’introduzione di specie alloctone (non native) invasive come il Procambarus clarkii, una specie alinea è onnivora e causa impatti negativi all’ecosistema attraverso l’attività trofica su macroinvertebrati acquatici, uova di pesci, anfibi e piante acquatiche. A causa di questi fattori le popolazioni di gambero di fiume autoctono hanno subito un forte e diffuso declino in tutta Europa e attualmente, in Italia, la loro presenza è principalmente limitata a piccoli corsi d’acqua in cui i gamberi alloctoni invasivi non si sono ancora espansi e l’antropizzazione dell’habitat è limitata o assente.

I partner del progetto LIFE CLAW sono il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano (coordinatore), il Consorzio di Bonifica di Piacenza, l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, il Parco Naturale Regionale dell’Antola, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Pavia, Acquario di Genova-Costa Edutainment, il Comune di Ottone e il Comune di Fontanigorda.