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La scultura in terracotta e acciaio è stata inaugurata al Parco Multifunzionale di Marozzo e sarà visibile anche il 21 maggio in occasione dell’apertura del giardino dell’idrovora organizzata dal FAI (Fondo Ambiente Italiano)

Ferrara, 19 maggio 2022 – L’opera “Genius Loci” dell’artista Matteo Cecchinato ha vinto il concorso di scultura “De acqua et terra”, indetto dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara nell’ambito del recupero strutturale dell’ottocentesco impianto idrovoro di Marozzo e della valorizzazione del Parco multifunzionale, sede di attività didattiche, manifestazioni all’aperto, mostre e convegni, eventi culturali. Un modo per diffondere l’identità del territorio attraverso forme e materiali che richiamano la terra, l’acqua e le persone lo abitano e ne sono parte integrante. La scultura è stata inaugurata nel giardino del Parco Multifunzionale di Marozzo alla presenza dell’artista, del consigliere del Consorzio, Riccardo Mantovani, del direttore generale del Consorzio Mauro Monti, della direttrice amministrativa, Paola Cavicchi, di della responsabile della divulgazione del Consorzio, Katia Minarelli e di Mara Gessi e Caterina Cornelio membri della giuria del concorso scultura. Nel corso della cerimonia l’artista padovano – che ha al suo attivo diverse collaborazioni con gallerie d’arte italiane e partecipazioni a diverse mostre collettive e personali, sia in Italia che all’estero – ha raccontato la poetica della scultura: “Le tre figure sono realizzate in laterizio – materiale tipico del territorio ferrarese che viene qui esaltato dalla superficie levigata sommariamente per farne apprezzare la struttura – e rappresentano l’essenza della presenza umana nel territorio del Polesine. Per realizzarle mi sono ispirato ai ruderi degli antichi edifici in mattoni erosi dal vento e dall’ acqua, con efflorescenze di salnitro o ricoperti di muschi, una testimonianza ricca di fascino del passaggio dell’uomo sul territorio. Ogni elemento della scultura – continua Cecchinato – è stato lavorato per esaltare la materia di cui è costituito: sono accostati colori e grana diversi, lasciate a vista le imperfezioni, i giunti, il segno delle lavorazioni, con l’idea che il tempo contribuirà a lasciare ilsuo segno e la patina degli anni darà un tocco finale. Naturalmente i tre elementi sono anche figure totemiche, simulacri della storia antica del Polesine, della bonifica e del rapporto dell’uomo con l’acqua: appunto un genius loci, che in epoca romana rappresentavano entità naturali e soprannaturali al tempo stesso, profondamente connesse a un particolare luogo”. Ricordiamo che la scultura rimarrà nel giardino del Parco Multifunzionale di Marozzo e sarà possibile ammirarla da vicino anche sabato 21 maggio, in occasione dell’Iniziativa “Giardini Aperti” organizzata dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) in collaborazione con il Consorzio di Bonifica (info e prenotazioni sul sito Fai e alla mail ferrara@faigiovani.fondoambiente.it)