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Un appello contro i danni provocati dalle nutrie giunge alle autorità locali, province e comuni, dal Consorzio della bonifica di Burana.
Quest’anno la situazione – se sommiamo l’andamento climatico alle massicce movimentazioni d’acqua estive svolte dal Consorzio – è divenuta incandescente e non bastano più gli interventi finanziari di ripristino e limitazione danni che si accolla l’ente di bonifica con una spesa pari a 155 mila euro l’anno.
“Ci appelliamo alla Provincia di Modena e a tutti i sindaci dei comuni del nostro comprensorio di bassa pianura per circa 60 mila ettari – si legge in una recente missiva inviata dal presidente del Consorzio Elio Molinari – affinché si dia corso alle soluzioni più adatte a ridurre in maniera drastica la presenza di tali animali nel territorio. Il Consorzio ribadisce la propria disponibilità a collaborare, come del resto sta già facendo con le province di Mantova e di Ferrara, per contenere il pericoloso degrado dei canali causato da queste massicce presenze”.
La nutria, aggressivo roditore di grandi dimensioni, ha da tempo colonizzato i canali della bassa modenese grazie anche alle rigide politiche di tutela ambientalista praticate. Tuttavia l’equilibrio ormai è rotto e la proliferazione esponenziale di tali roditori, che costruiscono gallerie e tane in prossimità dei corsi d’acqua, sta provocando non solo danni alle colture e all’avifauna, ma genera un complessivo indebolimento degli argini che potrebbe presto condurre a cedimenti generalizzati con conseguenti disastrosi allagamenti di vaste aree di pianura.