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Prenderanno il via nella primavera 2003 in Comune di Bentivoglio i lavori del ‘tubone’ di 13 chilometri della Renana che porterà per la prima volta l’acqua del Po (attraverso il Canale Emiliano Romagnolo, CER) nell’alta pianura bolognese, dando acqua a migliaia di ettari di un’area tra le più deficitarie di risorse idriche nella nostra provincia. Un progetto del valore di circa 13 milioni di euro, finanziato dal Ministero delle politiche agricole, di cui è in pubblicazione in questi giorni il bando di gara. Sempre nel 2003 inizieranno i lavori per la condotta di collegamento fra il depuratore di Bologna e l’impianto di irrigazione Dozza-Castenaso, che consentirà di riutilizzare le acque depurate ad integrazione di quelle provenienti dal Reno (valore dell’opera, finanziata dalla Regione, circa 1,3 milioni di euro). E pure nel 2003 si prevede l’apertura del cantiere per il completamento dell’impianto del Correcchio nell’Imolese mentre sono a metà strada i lavori di realizzazione dell’impianto pluvirriguo Medicina-Castel Guelfo (una rete intubata per la distribuzione dell’acqua del CER) che si prevede di completare entro l’estate 2003.
“Bisogna essere consapevoli – dice Agostino Parigi, direttore generale della Bonifica Renana – che il problema acqua non si risolve improvvisando o con interventi di emergenza, ma solo con un lavoro costante e in un’ottica di lungo periodo. I cantieri del nostro ‘tubone’ li apriremo il prossimo anno, ma sul progetto la Renana sta lavorando dal 1996”.
“Contrariamente a quanto si pensa – aggiunge Parigi – anche nel Bolognese l’acqua non è più una risorsa largamente disponibile, anzi sta diventando sempre più scarsa, sia per le attività economiche, agricole, industriali ed artigianali, sia per gli usi igienico-ambientali. Lo sviluppo del sistema produttivo, un’agricoltura che necessita di acqua con modalità e tempistiche sempre più precise, elevati livelli della qualità della vita spingono con forza la domanda di risorsa idrica. Una necessità crescente che, combinandosi con condizioni climatiche sempre più siccitose, arriva a minare i delicati equilibri idrologici dei nostri territori. ”.
Il Consorzio della Bonifica Renana è impegnato da sempre a dare una risposta concreta alla grande sete del territorio bolognese. “I cantieri già aperti e quelli che si apriranno – aggiunge Parigi – testimoniano il nostro concreto impegno di realizzare alcune grandi opere destinate a fornire – soprattutto per l’irrigazione, ma anche per le attività produttive e per scopi ambientali – rilevanti quantità d’acqua non prelevate dalla falde sotterranee”. Un impegno che si affianca a quello per la difesa idraulica del territorio e lo scolo delle acque: a conferma che la fondamentale finalità del Consorzio è dotare il territorio di infrastrutture in grado di affrontare eventi climatici estremi (periodi di siccità seguiti da piogge torrenziali) purtroppo sempre più frequenti.
Guardando al futuro, il Consorzio è impegnato nella ricerca di finanziamenti per alcuni grandi progetti: in primo luogo la Trasversale est-ovest dell’alta pianura bolognese, una condotta interrata di 35 chilometri alimentata dal CER e dal costo complessivo di 56,8 milioni di euro (110 miliardi delle vecchie lire) che porterà acqua su un’area di 15.000 ettari tra S.Lazzaro ed Imola (altri Comuni interessati: Castenaso, Ozzano, Budrio, Medicina, Castel S.Pietro e Castelguelfo), da sempre priva di risorse idriche superficiali non solo per l’irrigazione ma anche per altri usi produttivi ed ambientali. Per la progettazione preliminare il Consorzio ha già ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti un finanziamento a fondo perduto di 247.900 euro (480 milioni di lire) sulla base della legge 144/99.
“Ma c’è anche un complesso di interventi cantierabili per quasi 25 milioni di euro – conclude Parigi – finalizzati a dare risposte concrete alla crescente richiesta di acqua: dagli impianti di distribuzione a nord di San Pietro in Casale (3,6 milioni), all’impianto pluvirriguo Vedrana a Budrio (3,6 milioni) al potenziamento dell’impianto Olmo sempre a Budrio (2,5 milioni). A conferma che mentre tanti parlano, c’è chi lavora e opera sul territorio giorno dopo giorno per garantire più disponibilità di risorsa idrica per tutti e insieme per razionalizzarne l’uso e incentivare politiche di risparmio”.