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Con l’invaso ‘in diretta’ degli otto nuovi chilometri di canale ieri è stato ufficialmente inaugurato un nuovo tronco del Canale Emiliano Romagnolo (C.E.R) , che va ad aggiungersi con ulteriori 8 km (dal Pisciatello al Rubicone) ai 120 dell’asta principale sin qui realizzata e funzionante.Poiché l’intervenuta ultimazione dei lavori si colloca nel momento di punta della campagna irrigua (che normalmente abbraccia il semestre aprile – settembre), il Consorzio per il Canale Emiliano Romagnolo ha disposto – a titolo sperimentale – l’immediata attivazione dell’intero nuovo tronco, che consentirà alle acque del C.E.R. di bagnare, di fatto, con quasi un anno di anticipo i nuovi territori dominati dall’asta (ubicati nei comuni di Cesena, Cesenatico, Gatteo e Savignano sul Rubicone): complessivamente un’estensione di 2.800 ettari, sulla quale operano oltre 1.000 aziende agricole. Una prima distribuzione della risorsa idrica in agricoltura sarà immediatamente possibile, a cura del Consorzio di bonifica Savio e Rubicone, competente per territorio, attraverso l’invaso dei canali di scolo attraversati dal C.E.R. Lo stesso ente di bonifica ha comunque già predisposto anche per l’area fra Pisciatello e Rubicone un progetto preliminare di impianti di distribuzione plurima, sul modello di quelli già presentati dal C.E.R., in collaborazione con i Consorzi dell’area romagnola e con Romagna Acque, al Ministero dell’economia per l’accesso al fondo di 150 miliardi di lire stanziati sulla legge finanziaria 2001. Dal punto di vista idraulico, il nuovo tronco – interamente in cemento armato strutturale – si caratterizza per le dimensioni contenute (larghezza 5,60 metri, altezza 2,70 di cui 1,90 occupati dall’acqua) e per la bassissima pendenza (6 centimetri al chilometro), che da sempre rappresenta il pregio principale del C.E.R. dal punto di vista del consumo energetico. La portata di progetto è di 6 metri cubi (6.000 litri) al secondo, la capacità di invaso 85.000 metri cubi. Negli ultimi due anni il sistema idrico C.E.R., in continua crescita di esercizio, ha distribuito nel territorio servito (tutta la pianura emiliano-romagnola a sud del Reno, dal Panaro al mare) oltre 200 milioni di metri cubi d’acqua. Nell’anno in corso il primato è destinato, con ogni probabilità, ad essere infranto, se è vero che al 10 luglio erano già stati derivati 110 milioni di metri cubi, contro gli 80 dello stesso periodo del 2001.