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CONFERENZA STAMPA DEI CONSORZI DI BONIFICA FERRARESI DEL 10 APRILE 2002
– Non bisogna illudersi che le precipitazioni di questi giorni abbiano annullato gli effetti di un autunno-inverno eccezionalmente siccitoso, quasi totalmente privo di piogge e con precipitazioni nevose inferiori alla media.
– Le falde freatiche sono a minimi storici e la loro “ricarica” richiederà piogge ripetute e abbondanti.
– Ghiacciai, accumuli nevosi e invasi montani sono assai scarsi e non garantiscono, allo stato attuale, risorse sufficienti a coprire l’intera stagione irrigua, iniziata con largo anticipo e destinata pertanto a consumare quantitativi idrici superiori alla media, se non si ribalterà l’andamento pluviometrico di inizio anno.
– Le previsioni quindi non sono rosee, anche se le “sorprese” in campo meteorologico sono all’ordine del giorno e nessuno può fare pronostici a medio-lungo termine LA SITUAZIONE ATTUALE NEL FERRARESE
– Vere e proprie difficoltà di rifornimento idrico finora non ce ne sono, nonostante i livelli assai bassi del fiume Po, che costituisce la nostra fonte di approvvigionamento pressochè esclusiva.
– L’anticipo delle forniture irrigue da parte dei Consorzi di Bonifica ferraresi, iniziate già nella prima quindicina di Marzo, ha peraltro costretto a sospendere o rallentare parecchie manutenzioni in corso sui canali, sui manufatti di regolazione e sugli impianti: ciò che potrebbe avere ripercussioni negative nel prosieguo della stagione.
– I bassi livelli idrometrici del Po già hanno imposto il prelievo dell’acqua per pompaggio (anziché a gravità) con relativi maggiori oneri energetici e di mano d’opera per il funzionamento degli impianti.
– A fronte di una tendenza generalizzata al dilatarsi della stagione irrigua, con inizi anticipati e chiusure ritardate per coprire esigenze di colture specializzate e di trattamenti antibrina, i consumi complessivi sono in costante aumento e gli impianti di prelievo sono, in qualche caso, obsoleti e con crescenti problemi di attingimento nei ricorrenti periodi di magra del fiume.
– La costruzione dell’impianto sussidiario Pilastresi a Stellata di Bondeno, in grado di funzionare anche con le minime quote idrometriche del Po, è in corso, ma non potrà certamente essere disponibile per la corrente stagione.
– Il rifacimento dell’impianto di Pontelagoscuro, collegato alla costruzione della nuova conca di navigazione, è al terzo – e speriamo ultimo – progetto esecutivo e potrà essere messo in cantiere non prima di qualche mese.
– Gli storici impianti di derivazione di Guarda (Ro Ferrarese) e della Garbina (Mesola) sono al limite delle loro possibilità di funzionamento e richiederanno onerosi interventi-tampone in attesa di organici progetti di rinnovo, peraltro già avviati dal Consorzio 1° Circondario.
– Il quadro è molto complesso e in continua evoluzione: i Consorzi di Bonifica ferraresi da tempo sono impegnati ad aggiornare e potenziare i loro sistemi irrigui per far fronte alle pressanti esigenze del mondo agricolo e delle altre attività idroesigenti (nuove industrie agroalimentari stanno sorgendo nel nostro territorio con significativi fabbisogni di alimentazione idrica per tutto l’anno; stesso discorso per aree umide e bacini itticolturali). Ma di fronte agli sconvolgimenti climatici in atto, e in previsione nel prossimo futuro, l’impresa è ardua e richiede grandi capacità tecniche e cospicue risorse finanziarie.
– Anche per questo motivo i Consorzi di Bonifica del Delta del Po, che già hanno costituito il “Forum dei Delta del Mediterraneo”, avviando proficui contatti di collaborazione con altri paesi che si affacciano a questo mare, parteciperanno in questi giorni in Spagna (a Siviglia) alla seconda sessione della “Comunità Euromediterranea per l’Irrigazione” per mettere a fuoco, gli enormi problemi di approvvigionamento idrico che ci attendono nel terzo Millenio e che necessitano degli sforzi congiunti della Comunità internazionale (oltrechè delle Autorità nazionali e locali!) per la loro razionale organizzazione e soluzione.