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INTERVISTA A MASSIMO GARGANO: OSTAGGI DELLA BUROCRAZIA

di Antonio Boschetti – L’INFORMATORE AGRARIO

 

 

Oltre che con le oggettive difficoltà dovute al clima, il settore delle bonifiche deve fare i conti con una burocrazia spesso soffocante. Direttore Gargano, a che punto sono i progetti Anbi su invasi, manutenzione e potenziamento della rete irrigua?
I progetti dei Consorzi di bonifica per incrementare le riserve idriche e migliorare le reti di irrigazione esistenti sono motivo di orgoglio per Anbi e per tutti coloro che li hanno gestiti. Il piano degli invasi proposto da Anbi è inserito nella legge legge di bilancio 2018 e prevede un intervento straordinario da attivare sin da subito con un finanziamento di 50 milioni per 5 anni. I Consorzi avevano proposto, per realizzare 2.000 bacini, 20 miliardi in 20 anni, per cui le risorse sopraindicate risultano certamente insufficienti, ma è sicuramente un segnale positivo rispetto al passato.

I finanziamenti destinati ai Consorzi di bonifica dal Piano irriguo e dalle altre normative nazionali sono finalmente entrati nella fase operativa?
Il bando sul Piano irriguo nazionale, scaduto ad agosto 2017, metteva a disposizione 300 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture irrigue: i Consorzi hanno presentato progetti esecutivi per oltre 1 miliardo di euro. Ora il Mipaaf metterà in campo una commissione di esperti
scelta con selezione pubblica, che ci auguriamo lavori con grande fretta per dare ai Consorzi di bonifica e quindi alle imprese agricole e ai territori le risposte attese. Negativo, invece, è il giudizio per quanto attiene le burocrazie ancora da assolvere per il Fondo sviluppo e coesione (Fsc), dove ancora oggi siamo al palo, nonostante sia disponibile un parco progetti esecutivi dei Consorzi di bonifica davvero importante. L’auspicio è che il CREA, cui il Mipaaf ha demandato l’operatività, faccia presto e bene: sono in ballo 295 milioni di euro, di cui l’80% al Mezzogiorno e il resto al Centro-Nord. Le burocrazie non possono tenere in ostaggio gli interessi del Paese. Abbiamo infine le risorse del Mef: il decreto del luglio 2017 ha disposto la ripartizione di un fondo per il finanziamento dello sviluppo infrastrutturale del Paese; al Mipaaf spettano 69,2 milioni di euro in 16 anni, per interventi nel settore della difesa del suolo, dissesto idrogeologico e risanamento ambientale, che risultano ancora bloccati presso il Mef. Anche qui una vicenda di lentezze burocratiche di cui il Parlamento ha iniziato a occuparsi.

Fonte: L’INFORMATORE AGRARIO