Il Consiglio del Consorzio di Bonifica di Piacenza ha approvato nella seduta odierna il nuovo Piano di Classifica che gli consentirà una ripartizione della contribuenza basata – secondo la Legge Regionale – sui reali benefici garantiti dall’ente. Contribuneza che nel suo ammontare complessivo resterà inalterata. 

 

Piacenza, 15 aprile 2016 – Nel rispetto della normativa della Regione Emilia Romagna e secondo le linee guida regionali recentemente approvate a Bologna il Consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica di Piacenza ha oggi espresso a larga maggioranza il voto favorevole al nuovo Piano di Classifica che cambierà i criteri con cui si misura il riparto della contribuzione. Contribuzione che – fondamentale comunicarlo – nel suo ammontare complessivo resterà inalterata, ma che da ora garantirà fedelmente una quota di costo per il consorziato calcolata in base al reale beneficio apportato all’area e agli immobili considerati dalle attività svolte dal Consorzio. Attività molto concrete che rispondono ad esigenze differenti rispetto al passato e che vanno considerate basandosi su esigenze territoriali del tutto nuove. Necessità di difesa scaturite dalla rilevante urbanizzazione, dall’insediamento di nuovi plessi industriali e urbani, dalla notevole incidenza dei cambiamenti climatici che periodicamente investono l’intero comprensorio colpendo duramente anche le zone montane e pedecollinari più fragili e disagiate sconvolgendo equilibri geomorfologici storicamente assodati (dissesto idrogeologico e siccità per le colture), dai valori energetici utili per un adeguato sollevamento delle acque a garanzia della sicurezza idraulica nelle zone di competenza. Insomma un insieme composito di fattori di assoluta rilevanza ambientale a cui si aggiunge un evidente ruolo giocato dalle dighe: invasi che, oltre alla loro funzione irrigua, sommano oggi sempre più una valenza di laminazione con relativa incidenza positiva sulla regolazione dei flussi su tutto il  reticolo idraulico. In quest’ottica di principi comuni al territorio regionale calata sui diversi bacini idrografici, immobili e proprietà simili che, anche a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, evidenziano un beneficio di attività di bonifica diverso proietteranno una corrispondente e proporzionale diversa ripartizione anche del costo. A queste considerazioni essenziali si aggiunge poi il concetto cautelativo della gradualità della Legge Regionale, principio che caratterizza e connota i nuovi Piani di Classifica e che nella sostanza si concretizza in un vero e proprio adeguamento e aggiornamento delle nuove applicazioni di riparto con verifica periodica e introduzione graduale sul territorio. “L’introduzione di un calcolo della contribuenza proporzionale al beneficio reale che scaturisce dalle attività del Consorzio potremmo definirlo decisamente “più democratico” – ha commentato il presidente Fausto Zermani – perché rappresenta le reali esigenze di ogni consorziato. Il nuovo piano rafforza il principio di sussidiarietà tra le diverse aree, principio che storicamente sta alla base dei Consorzi di bonifica dalla loro nascita e successivo sviluppo”. Una Piano che nel suo complesso concretizza sempre più la corrispondenza tra il beneficio ricevuto e il valore reale del bene.