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La misura 5.1.01 del PSRR è volta alla tutela del potenziale produttivo delle attività agricole mediante opere di prevenzione per il rischio idrogeologico

 Forlì, 13 aprile 2019 – I territori montani sono fragili, il dissesto idrogeologico nel nostro Appennino è altissimo e pesa fortemente sulla sicurezza delle comunità e delle attività economiche, essenzialmente agricole, che lo presidiano. Il settore montagna del Consorzio di Bonifica della Romagna svolge un costante monitoraggio tecnico-scientifico delle aree maggiormente a rischio, ma le risorse per interventi strutturali di prevenzione idrogeologica non sono mai adeguate. Il Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 della Regione Emilia-Romagna ha affrontato questa problematica con una misura, la 5.1.01, che prevede consistenti investimenti per azioni di prevenzione volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali e avversità climatiche, ovvero dei movimenti franosi. Il Consorzio di Bonifica della Romagna ha colto la possibilità data dalla Regione di accedere direttamente ai finanziamenti volti ad azioni di prevenzione al dissesto in aree produttive agricole montane, producendo 29 progetti per un importo complessivo di circa 3.837.000 euro. I 29 progetti interessano l’intero comprensorio montano del Consorzio coinvolgendo ben 20 Comuni, dal forlivese, al cesenate al riminese: Bagno di Romagna (due interventi), Civitella di Romagna (1 intervento), Castrocaro Terme (1 intervento), Cesena (1 intervento), Dovadola (1 intervento), Mercato Saraceno (1 intervento), Meldola, (1 intervento), Montescudo- Monte Colombo (1 intervento), Predappio (2 interventi), Portico San Benedetto (1 intervento), Rocca San Casciano (1 intervento), Roncofreddo (4 interventi), Santa Sofia (6 interventi), Santarcangelo (1 intervento), Sarsina (2 interventi), Sogliano al Rubicone (2 interventi), Verghereto (1 intervento). “Sono molto soddisfatto del lavoro svolto dai tecnici del settore Montagna che in tempi strettissimi sono riusciti a produrre ben 29 progetti- dichiara Roberto Brolli, Presidente dl ConsorzioRingrazio le amministrazioni comunali coinvolte e le Associazioni di categoria per la collaborazione dimostrata e per il riconoscimento del ruolo importantissimo del Consorzio in montagna, che presidia costantemente un territorio fragile da tutelare e valorizzare per renderlo vivibile, produttivo e fruibile da tutti. “ Considerato che il principale fattore di innesco delle frane è l’acqua, i lavori progettati si sono focalizzati su come allontanarla velocemente dall’area a rischio dissesto. Le lavorazioni principali progettate sono quindi la realizzazione di drenaggi profondi per la raccolta delle acque sotterranee, e la realizzazione di reticoli di fossi di scolo che allontanino velocemente le acque meteoriche limitandone l’infiltrazione nel corpo di frana. Strutture di sostegno sono previste in adiacenza di alcuni edifici particolarmente minacciati dai movimenti franosi. Fra le innumerevoli richieste pervenute dagli agricoltori al Consorzio, sono state valutate quelle pienamente coerenti con l’obiettivo di ripristinare il potenziale produttivo agricolo danneggiato e della prevenzione e gestione dei rischi aziendali previsto dal PSRR. Ora siamo in attesa della graduatoria che sarà pubblicata entro la fine di luglio, con l’auspicio è che vengano finanziati la maggior parte degli interventi progettati.