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Roma, 5 aprile 2019 – “Soprattutto in un momento come l’attuale, in cui si percepisce una diffusa preoccupazione per il futuro idrico del Paese, aderiamo con convinzione alla proposta di dedicare una giornata dell’anno scolastico alla cultura dell’acqua. Di fronte ad un territorio e condizioni climatiche fortemente mutate, serve un programma di formazione verso i cittadini, ma anche verso i soggetti decisori: la realtà è cambiata e dobbiamo attrezzarci per convivere con l’estremizzazione degli eventi meteorologici.” Lo afferma Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto ad un recente workshop al Senato cui hanno partecipato il Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato, Mauro Coltorti e il Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alessandra Pesce ed i vertici di Alta Scuola. In Italia, penisola per circa 2/3 montana o collinare, oltre un milione di persone vive in territori a rischio frane od alluvioni  che, in 10 anni, hanno causato quasi 1800 morti senza contare i danni per decine di miliardi di euro. Ciò nonostante, in Europa, l’Italia è seconda solo all’Olanda nel consumo del suolo e la legge per contrastare la cementificazione giace nei meandri parlamentari, nonostante i ripetuti richiami a riprenderne l’iter. Innumerevoli sono i casi di aree urbanizzate in zone ad alto rischio idrogeologico o sopra i corsi d’acqua “tombati” (circa 12.000 chilometri). Ciò costringe a vivere con apprensione sia l’allarme idrico registrato da alcune settimane, sia le precipitazioni annunciate per questi giorni e che, se si abbatteranno violentemente su territori inariditi, rischiano  di dar vita a fenomeni alluvionali. “Senza acqua non può esserci agricoltura di qualità e per questo stiamo aprendo i cantieri finanziati nell’ambito del Piano Irriguo Nazionale, del Fondo Sviluppo e Coesione e del Piano Nazionale Invasi – prosegue il dg di ANBI – E’ necessario incrementare il patrimonio di bacini del nostro Paese rispettando integralmente la naturalità dei fiumi e dei torrenti ed intervenendo contestualmente sulla manutenzione degli invasi meridionali, escavando i fondali e ampliandone la capacità di invaso.” “Ai prossimi parlamentari europei ed al Governo– conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – offriamo la seppur giovane esperienza di Irrigants d’Europe, l’associazione che ANBI, unitamente alle omologhe organizzazioni di Francia, Portogallo e Spagna, ha creato per sensibilizzare Bruxelles sulle esigenze dell’agricoltura mediterranea, dove la disponibilità d’acqua irrigua è un indispensabile fattore produttivo.”