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Francesco Vincenzi  “sul futuro dell’acqua, serve una visione condivisa”

Roma, 3 aprile 2019 – “L’emergenza idrica, che si sta prospettando nell’Italia settentrionale, non colpirà solo l’agricoltura, ma tutti gli interessi, che gravano sulla risorsa idrica; per questo, ANBI propone una strategia ventennale di bacini ad uso plurimo dove, nel rispetto delle priorità di legge, trovino soddisfazione le diverse esigenze: umane, agricole, produttive, turistiche  in un contesto di valorizzazione ambientale, nel quale coinvolgere le realtà locali attraverso processi partecipativi dal basso.” Lo afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto ad un workshop sul futuro delle energie rinnovabili, organizzato a Roma da “Terna”. “L’acqua – prosegue il Presidente di ANBI – è non solo fonte di vita, ma un elemento produttivo strategico da gestire con lungimiranza. E’ necessario contemperare  le diverse esigenze, evitando controproducenti conflitti sull’utilizzo della risorsa idrica; per questo, nell’immediato abbiamo chiesto la convocazione degli Osservatori sulle risorse idriche presso le Autorità di Distretto, ma in prospettiva dobbiamo aumentare la capacità di trattenere le acque in bacini, coinvolgendo le espressioni del territorio in una strategia virtuosa. Già oggi, i Consorzi di bonifica producono, da fonti rinnovabili, l’80% dell’energia utilizzata.”  ANBI e Terna, unitamente a Coldiretti, sono già legate da un Protocollo d’Intesa, siglato ad inizio 2018, per ottimizzare i benefici di una gestione polivalente della risorsa irrigua, coniugandone un uso idroelettrico con i fabbisogni prioritari delle imprese agricole e con la sostenibilità ambientale. “L’accordo siglato fra ANBI, Coldiretti e Terna – conclude Francesco Vincenzi – conferma il ruolo che i Consorzi di bonifica e, più in generale, l’agricoltura possono giocare sul terreno della modernità. L’intesa apre nuove opportunità nel campo della sostenibilità energetica e della ottimizzazione d’uso delle risorse idriche nell’interesse della salvaguardia ambientale e dell’economia del settore primario. Il futuro non può che nascere dalla condivisione di obbiettivi comuni fra soggetti di diversa natura, ma con una comune sensibilità per la valorizzazione del territorio e delle sue risorse naturali.”