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Una legge del 2001 sancisce che le pubbliche amministrazioni possano stipulare convenzioni con il mondo agricolo: a coloro che hanno i requisiti vengono affidati i lavori di manutenzione ordinaria dei canali per il controllo e lo sfalcio della vegetazione infestante, fondamentali per agevolare il fluire delle acque.

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Modena, 9 agosto 2018 – “Anche quest’estate il comitato amministrativo del Consorzio della Bonifica Burana – fa sapere il Presidente Francesco Vincenzi – ha rinnovato la collaborazione con il mondo agricolo per la gestione della vegetazione secondo la cosiddetta legge di orientamento (legge 5/03/2001, n. 57 e s.m.i., rif. art. 15 del d.lgs. 18/05/2001 n. 228). La convenzione tra mondo della bonifica e imprenditori agricoli locali ci permette infatti di sfruttare il patrimonio di mezzi e conoscenza del territorio di questi ultimi a beneficio di entrambi. Sfalcio della vegetazione infestante, rototriturazione per smaltirla, rimessa in sagoma di canali sono tutte attività di manutenzione ordinaria che grazie alla convenzione tra agricoltori e consorzi stabilita dal legislatore trovano una ricaduta positiva in termini economici sul territorio. Il fine è quello di favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione e manutenzione del territorio stesso, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura e al mantenimento dell’assetto idrogeologico e di promuovere prestazioni a favore della tutela delle vocazioni produttive in esso maturate.” Aggiunge il Direttore del Burana, l’Ing. Cinalberto Bertozzi: “La piovosità di giugno e le temperature torride di luglio hanno alzato il nostro livello di guardia: la vegetazione spontanea infestante a rapido sviluppo ha trovato terreno fertile. Ma proprio il mutamento del nostro clima ha necessità di trovare canali sgombri che garantiscano deflussi rapidi per piogge sempre più improvvise e torrenziali – per ridurre il rischio di allagamenti -, e, nel contempo, rendere più efficiente l’invaso irriguo. Può sembrare banale ma non lo è affatto: 2.500 chilometri di canali sono più del doppio della distanza da Milano a Lecce di canali da controllare e tenere puliti. Accanto alle segnalazioni che ci arrivano da privati e imprese, la sorveglianza del reticolo idraulico da parte dei nostri tecnici ci restituisce la situazione in tempo reale e le criticità. I nostri agricoltori conoscono il territorio, sono dotati del giusto parco mezzi e il territorio diventa beneficiario dell’indotto di un’attività fondamentale. Perfettamente in linea con lo spirito consorziale.”