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Piacenza 22 novembre 2017 – Il Consorzio di Bonifica di Piacenza il 2 novembre 2017 ha terminato gli interventi urgenti per fronteggiare la grave siccità che negli ultimi mesi ha colpito pesantemente anche il nostro territorio e il mondo agricolo. Il Consorzio, già da maggio, aveva predisposto un piano di interventi per un valore di 2.120.000 e ne aveva iniziata l’attuazione. In seguito tale piano è stato finanziato dal “Piano per interventi urgenti” della Protezione Civile. 12 i macroprogetti, ognuno dei quali strutturato in molteplici azioni (lavori, servizi, forniture). I cantieri hanno impegnato, in pianura e in montagna, tutto il personale tecnico del Consorzio di Bonifica (operai, tecnici specializzati, geometri, progettisti, ingegneri, geologi, architetti, …). Inoltre hanno coinvolto 41 imprese alle quali il Consorzio ha affidato i lavori tramite gare d’appalto. Le opere sono iniziate a maggio. In questi giorni il Consorzio è impegnato nella fase di rendicontazione. Si è trattata di un’azione omogenea in diverse zone geografiche del territorio piacentino che ha interessato i comuni di Bobbio, Borgonovo, Castel San Giovanni, Castell’Arquato, Cortemaggiore, Fiorenzuola d’Arda, Alseno, Cadeo, Gossolengo, Vernasca, oltre interventi puntuali nei comuni montani. La tipologia di interventi ha risposto in generale ad un bisogno immediato ma in certi casi, per esempio nel caso di sorgenti e pozzi, si è trattato di opere infrastrutturali che porteranno benefici anche negli anni futuri. Ed è al futuro, oltre che al presente, che il Consorzio di Bonifica guarda, un futuro da costruire in sinergia con gli altri protagonisti coinvolti e le tante realtà interessate. “Non è un problema di risorse idriche”- dice Fausto Zermani Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza- “ma di scelte e di vedute. Siamo ai piedi del bacino più piovoso d’Italia eppure abbiamo fatto esperienza di un grave periodo di siccità. C’è dunque necessità di stoccare l’acqua quando c’è per poterla utilizzare quando manca”. La risposta del Consorzio di Bonifica di Piacenza, in relazione a possibili scenari futuri che saranno di nuovo (visti i cambiamenti climatici ormai in atto) caratterizzati da impegnative fasi di siccità, è in un progetto legato alle infrastrutture. “Ripartiamo da ciò che è stato interrotto (opere, studi)” -prosegue Zermani- “e cerchiamo finalmente di avere un approccio risolutivo e pragmatico. L’approccio non è quello di fare a meno dell’acqua (cambiando colture per esempio) ma di utilizzarla in modo virtuoso. Ripartiamo dalle infrastrutture (che potranno anche produrre energia). L’acqua è sviluppo, benessere, progresso, felicità”. Gli interventi realizzati sono:

Montagna

Rifornimento con autobotti

3.746.000 sono stati i litri trasportati dalle autobotti per il rifornimento dei serbatoi rurali, dopo che le sorgenti erano andate quasi completamente esaurite. Dal mese di luglio sono stati 400 i viaggi effettuati per il trasporto dell’acqua.

Recupero perdite di fondo della diga di Mignano

Sono stati compiuti interventi finalizzati al recupero delle perdite di fondo della diga di Mignano (comune di Vernasca) mediante il rilancio dell’acqua (che diversamente sarebbe andata perduta) nella vasca di dissipazione della diga.

Nuove captazioni di sorgenti

Interventi finalizzati al ripristino delle sorgenti d’acqua.

Efficientamento del sistema di distribuzione idrica

Riparazioni, nuove pose o sostituzione di tubazioni per potenziare le condotte di distribuzione20170914-pozzo-colonna-1-codice-12837

Pianura

Realizzazione di nuovi pozzi

È stata terminata la perforazione di 2 pozzi in Val Trebbia (località Colonna e Molinazzo) e di 2 pozzi in Val d’Arda (località Chiavenna Landi e Dugara).

Rimessa in esercizio di pozzi

Sono stati rimessi in esercizio diversi pozzi da anni non utilizzati (perché non se ne era determinata la necessità).

Pozzi privati

Sono state attivate una serie di convenzioni con i proprietari di pozzi privati per poterne utilizzare la risorsa idrica.

Potenziamento rete distributiva idrica

Sono stati creati dei collegamenti temporanei per portare acqua a zone che ne erano prive. In alcuni casi si è provveduto a una serie di riparazioni di strutture lesionate a causa dell’intenso utilizzo che la siccità ha richiesto.